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Attualità | 09 febbraio 2026, 11:30

Il dolore di Limone Piemonte per la morte di Erik, vittima di una valanga

Il giovane finanziere è stato travolto durante un'esercitazione a Madesimo, in valle Spluga, lo scorso 6 febbraio

Il dolore di Limone Piemonte per la morte di Erik, vittima di una valanga

La montagna come passione e destino. Era riuscito a trasformare ciò che amava in un mestiere. Di LImone Piemonte, Erik Pettavino, 30 anni compiuti da due settimane, faceva parte del SAGF, il Soccorso alpino delle Fiamme Gialle, un reparto specializzato negli interventi in ambiente impervio, tra rocce e neve. 

Proprio quella neve che venerdì mattina lo ha travolto. La valanga si è staccata dalla Crocetta del Cardine, nel comune di Madesimo, in alta valle Spluga. Qui Erik era impegnato in un addestramento con un giovane collega, che è riuscito a dare l'allarme. Ma non è bastato a salvargli la vita: le sue condizioni sono apparse subito disperate. 

Ieri è stata dichiarata la morte cerebrale. 

Erik prestava servizio proprio a Madesimo, nella Stazione SAGF del paese. Ma voleva avvicinarsi a casa, rientrare a Cuneo e continuare qui quel lavoro che gli consentiva di fare quello che amava di più: vivere la montagna. 

La conosceva bene, la neve. Da ragazzo era stato un ottimo scialpinista, ricordano in paese. Dove è unanime il cordoglio per la sua scomparsa. 

"Era un bravo ragazzo, ma davvero bravo", lo ricorda l'ex sindaco Piergiorgio Chiera, che aveva avuto tra i suoi assessori il nonno di Erik, Guido Pettavino. "Lo vedevo quando veniva a trovare il nonno". 

A Limone Piemonte c'è incredulità per la notizia. Tutto il paese aveva partecipato, sabato 7 febbraio, alla veglia di preghiera per Erik. Nessuno voleva accettare che se ne andasse quel giovane così pieno di vita e passioni. 

Il ragazzo che conoscevano tutti, limonese doc, come la sua famiglia. Papà Piero, dipendente di Bottero Ski, anche lui appassionato di sport e montagna, e mamma Laura, che lavora in paese, sono persone stimate e benvolute. A loro si stringe tutto il paese.

Ma è grande il dolore anche di alcuni colleghi del SAGF di Cuneo. E' uno di loro a parlare, aveva visto Erik poche volte, ma lo ricorda bene. E poi una riflessione su un lavoro bello, ma con rischi spesso incalcolabili. E sulla paura, compagna di tanti interventi. "E' come se ogni volta si riavvolgesse il nastro. Ti fai le stesse domande. E poi vai avanti". 

Barbara Simonelli

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