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Attualità | 30 gennaio 2026, 11:57

Comunità terapeutiche, Marro (AVS): "Rette ferme dal 2009, primo passo verso l'adeguamento"

Il Consiglio regionale del Piemonte approva l'Ordine del Giorno della consigliera sull'aggiornamento dei rimborsi per il trattamento delle dipendenze

La consigliera Giulia Marro

La consigliera Giulia Marro

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato l’Ordine del Giorno proposto dalla consigliera Giulia Marro sull’adeguamento delle rette delle comunità terapeutiche residenziali e semiresidenziali per il trattamento delle dipendenze.

Il voto si inserisce su un tema attuale e complesso. Come sottolinea la consigliera Marro, «negli ultimi anni l'uso di sostanze è aumentato e, di conseguenza, il numero di persone che hanno bisogno di percorsi di cura strutturati, spesso in comunità terapeutiche. Queste ricoprono un ruolo fondamentale per la tenuta della nostra società, lavorando su situazioni di marginalità e grave disagio».

L’atto impegna la Giunta regionale a dare continuità, nell’ambito della programmazione sanitaria e finanziaria, al percorso di valutazione già avviato sulla sostenibilità economica della rete, tenendo conto dell’evoluzione dei costi di gestione e dei livelli di servizio. Un passaggio che rappresenta un primo riconoscimento istituzionale di una criticità strutturale, da tempo segnalata dagli operatori del settore.

«Sono contenta che il Consiglio abbia compreso la necessità di affrontare questo tema: è un primo passo, atteso da anni», commenta la consigliera Marro.

Le rette riconosciute alle comunità terapeutiche infatti non vengono adeguate dal 2009, nonostante in questi anni siano aumentati in modo significativo. I costi energetici e di gestione, insieme al costo del personale, incrementato a seguito dei giusti adeguamenti, hanno reso la situazione insostenibile. È diventato difficilissimo garantire gli standard di qualità, sicurezza e continuità necessarie in un servizio che offre percorsi terapeutici di grande complessità.

In questo contesto, le comunità sono riuscite a garantire standard elevati solo grazie a sacrifici enormi, grandi equilibrismi economici e a una forte dedizione degli operatori, che suppliscono da anni a una carenza strutturale di risorse.

Il testo approvato è volutamente cauto e si concentra sulla prosecuzione di un percorso di valutazione. Una formulazione che, se da un lato consente un avanzamento condiviso, dall’altro non può rappresentare un punto di arrivo.

«Ora è fondamentale che questo impegno non resti sulla carta. Valutare va bene» conclude Marro, «ma dopo oltre quindici anni senza adeguamenti è il momento di agire».

cs

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