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Cronaca | 28 gennaio 2026, 06:05

La Procura accusa: dietro le sbarre del Cerialdo violenze sui detenuti. Oggi parte il processo

Prima udienza filtro del procedimento a carico di dieci agenti penitenziari del carcere di Cuneo finiti al centro della maxi inchiesta iniziata due anni fa. A denunciare i fatti, tre detenuti di origine pakistana

Immagine d'archivio

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Prenderà avvio oggi di fronte al collegio del Tribunale di Cuneo presieduto dalla giudice Elisabetta Meinardi il processo al dibattimento a carico dei 10 agenti facenti parte del personale penitenziario finiti al centro della maxi inchiesta riguardante le presunte  violenze su otto detenuti del carcere di Cerialdo. 

Nel frattempo, a febbraio, è attesa la sentenza che riguarda un ispettore, recentemente reintegrato in servizio dopo una sospensione cautelare, una comandante, poi trasferita al carcere Le Vallette di Torino, un medico, altri agenti e ufficiali penitenziari. Ad alcuni di loro, è contestata anche la tortura.  I fatti oggetto dell'abbreviato riguardano una presunta spedizione punitiva avvenuta al Padiglione Gesso tra il 20 e il 21 giugno 2023 nelle celle 416 e 417. Il più grave fra gli episodi, sembrerebbe. 

L'ispettore, due agenti accusati di falso e il medico avevano scelto il rito abbreviato già discusso nel dicembre scorso. Per tutti gli imputati il sostituto procuratore Mario Pesucci ha chiesto la condanna. Domani, 28 gennaio 2026, invece, inizierà l'istruttoria dibattimentale a carico degli imputati che hanno scelto il rito "classico" di fronte al tribunale di Cuneo. 

Il 20 giugno scorso, il Giudice dell'Udienza Preliminare aveva ammesso la costituzione di parte civile dei tre detenuti di origine pakistana che, insieme ad altri due, erano stati ascoltati in incidente probatorio nel novembre 2023 per i presunti episodi che sarebbero avvenuti tra le mura della casa circondariale di via Roncata tra il 2021 e il 2022.  A venire presi in considerazione dalle indagini, inizialmente, erano stati anche alcuni episodi verosimilmente occorsi nel 2021. Episodi, questi, che però non hanno trovato riscontro e sono stati stralciati.

Assieme a loro, ad aver scelto di costituirsi parte civile, ci sono un quarto detenuto, l'allora garante regionale dei detenuti Bruno Mellano e il garante nazionale Felice Maurizio D'Ettore. 

Il quadro delineato dalla Procura di Cuneo riguarda i reati di tortura, abuso di autorità contro arrestati e detenuti,  lesioni e falso.  

L’ultima presunta violenza in ordine di tempo e, secondo il pubblico ministero la più recente, risalirebbe al 19 luglio 2023, quando un detenuto sarebbe stato picchiato e minacciato da tre agenti, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. “Io ti rompo il culo - avrebbe detto uno di loro a un detenuto -. Ti devi comportare come si deve…se ti comporti come si deve verrai trattato come si deve”. Per i tre, l'accusa è di percosse e minacce.

Prima di quella, però, ce ne sarebbe stata un’altra, avvenuta tra il 20 e il 21 giugno 2023. La più grave, sembrerebbe e, come detto, oggetto di abbreviato. 

Si passa poi a un altro episodio, registrato tra il 9 e il 10 giugno 2023: in quel caso un detenuto, rifiutando l’immatricolazione, sarebbe stato picchiato dagli agenti. Alcune presunte violenze “reiterate” su uno stesso detenuto, invece, sarebbero quelle occorse tra l’aprile e il luglio 2022. Di questo, dovranno rispondere per “abuso di autorità contro arrestati” e lesioni altri due degli agenti che sarebbero poi stati presenti ai fatti  della cella 417. 

Ancora: il 5 aprile 2022 un detenuto musulmano, avanzata la richiesta, poi accolta, di poter cambiare cella per poter osservare meglio il Ramadan, sarebbe stato picchiato alla nuca e alla testa con uno strumento di metallo. L’uomo sarebbe poi stato ritrovato nella cella di isolamento privo di coscienza. Per lui i giorni di prognosi furono 30. 

Secondo la Procura, il vice sovrintendente, accusato di falso, per giustificare le lesioni sul detenuto avrebbe scritto nella relazione di servizio che aveva sbattuto la testa contro il tavolo nel magazzino in cui si effettuano i controlli sul vestiario dei detenuti. Accusato di tortura in concorso con ignoti, abuso di autorità contro arrestati e lesioni è uno degli agenti che avrebbe preso parte alla "spedizione punitiva" al Padiglione Gesso. 

CharB.

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