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Cronaca | 16 gennaio 2026, 12:29

Abdou annegato in Tanaro a Verduno: l’amico a processo di fronte al Tribunale dei Minori

Da sette mesi il 15enne, anche lui braidese, è agli arresti in una comunità. Dovrà rispondere di omicidio volontario con dolo eventuale nell’ipotesi che sia stato lui a gettarlo in acqua

La tragedia lo scorso 22 aprile alla spiaggia dei Cristalli di Verduno

La tragedia lo scorso 22 aprile alla spiaggia dei Cristalli di Verduno

Prenderà il via il 9 febbraio davanti alla Gup del Tribunale per i Minori di Torino Maria Grazia Devietti Goggia il processo a carico del 15enne braidese accusato della morte di Abdou Ngom, il 13enne finito in Tanaro durante una gita tra amici alla spiaggia dei Cristalli di Verduno.

Il fatto avvenne nella mattinata di martedì 22 aprile 2025, in regione Gorej. Il corpo di Abdou, studente di origine senegalese che frequentava la terza media alla Scuola "Piumati" di via Barbacana a Bra, non è più riemerso dalle acque del fiume nonostante ricerche proseguite per giorni con un ingente spiegamento di uomini e mezzi e poi riprese temporaneamente ad agosto.

Dalla fine del maggio scorso l’amico 15enne, parte della comitiva di quattro ragazzi, tutti di origine straniera, che in quella mattinata, il giorno dopo Pasquetta, da Bra aveva raggiunto in bicicletta la zona retrostante il cantiere dell’Asti-Cuneo, è sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso una comunità per minori del Torinese.

Nei suoi confronti si erano dirette le indagini che i Carabinieri di Bra avevano condotto accreditando le insistenti voci che andavano diffondendosi in città sulla possibilità che il ragazzo non fosse scivolato in acqua autonomamente, come da subito riferito dal gruppo, ma che vi fosse stato buttato dall’amico per uno scherzo finito in tragedia.

In tale direzione gli accertamenti compiuti dagli inquirenti tramite il ricorso a intercettazioni ambientali, il sequestro degli smartphone in uso al gruppo, l’esame delle conversazioni tenute dai tre ragazzi via chat e il confronto delle versioni da loro rese agli investigatori.

Nei confronti del giovanissimo imputato la Procura presso il Tribunale dei Minori di Torino procede per omicidio volontario con dolo eventuale: non dando retta alle implorazioni contrarie di Abdou, che chiedeva di non gettarlo in acqua in quanto non sapeva nuotare, l’amico sarebbe andato incontro alle possibili fatali conseguenze poi concretizzatesi nella morte dell’amico. Da qui l’accusa riferita a un atto il cui autore, pur non volendo cagionare direttamente un evento, non poteva non tenere in conto che questo si verificasse.

Per mezzo dei suoi difensori, gli avvocati Piermario Morra e Giuseppe Vitello, il giovane imputato ha negato con fermezza tale ricostruzione, di essere stato lui ad avere spinto in acqua l’amico nonostante le proteste e l’opposizione di quest’ultimo. Gli stessi legali hanno chiesto per lui la facoltà di accedere al rito del giudizio immediato.

E. M.

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