Il 2026 si è aperto con più ombre che luci sul fronte ferroviario albese. Ritardi, cancellazioni e criticità diffuse hanno segnato le prime settimane dell’anno, riportando al centro dell’attenzione la fragilità del servizio, in particolare lungo l’asse Alba–Torino. A fare il punto è il Comis – Coordinamento mobilità integrata e sostenibile, che parla apertamente di un avvio d’anno problematico, in attesa del confronto ufficiale con Trenitalia, previsto per il 21 gennaio.
“Praticamente da subito un inizio difficile”, sintetizza Fulvio Bellora, referente del Coordinamento, richiamando una serie di episodi che hanno inciso pesantemente sulla regolarità delle corse. “Il gelo e alcune criticità generalizzate hanno avuto un impatto evidente. In altri casi si è trattato di eventi non imputabili direttamente alle ferrovie, come l’autocarro che ha tranciato la catenaria a Cavallermaggiore”.
Sul fronte della linea Asti–Alba, però, emerge anche un primo segnale positivo, frutto delle segnalazioni avanzate dai pendolari. Dal 7 gennaio è stato anticipato di tre minuti l’orario di partenza del primo treno del mattino da Asti, passato dalle 6.50 alle 6.47.
“L’anticipo serve ad assorbire i tempi di incarrozzamento a Castagnole delle Lanze e Neive”, spiega Bellora. “Quando non ci sono problemi, il treno ora arriva ad Alba in orario, mentre prima accumulava un ritardo cronico di almeno tre minuti, rendendo complicata la prosecuzione del viaggio per chi deve prendere altri mezzi per raggiungere il posto di lavoro”.
Ben più complessa resta invece la situazione sulla Alba–Torino, che continua a essere oggetto di monitoraggio costante da parte del gruppo Pendolari Alba–Germagnano. Le segnalazioni raccolte nelle ultime settimane parlano di ritardi ricorrenti, soppressioni e scarsa affidabilità del servizio, soprattutto nelle fasce orarie più utilizzate da lavoratori e studenti.
“I disservizi proseguono e il confronto di gennaio è atteso proprio per affrontare le criticità strutturali della linea”, confermano i Comitati dei Pendolari. “Il tavolo del 21 gennaio dovrà servire a fare chiarezza e a individuare soluzioni concrete, perché la situazione non può essere affrontata solo in emergenza”.














