Nel 2026 ricorrono ottant’anni da un passaggio che ha segnato in modo irreversibile la storia democratica del Paese: il primo voto delle donne in Italia, esercitato nel 1946. Un anniversario che non guarda soltanto al passato, ma che invita a interrogarsi sul presente e sul futuro della cittadinanza. È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa promossa dalla Consulta per le Pari Opportunità del Comune di Alba, che sabato 24 gennaio, alle ore 10, porterà in Sala Riolfo la conferenza pubblica “Dal 1946 a oggi: le donne e la democrazia”.
Cuore dell’incontro sarà la lectio magistralis di Daniela Adorni, storica e docente dell’Università di Torino, intitolata “Ottant’anni di conquiste: le donne nella costruzione della democrazia”. Un intervento pensato non come celebrazione rituale, ma come occasione per rileggere il percorso democratico italiano attraverso il ruolo – spesso marginalizzato – delle donne come elettrici, costituenti, amministratrici, lavoratrici e cittadine.
L’appuntamento albese inaugura il progetto più ampio “Verso l’80° anniversario del Voto alle Donne – Educare alla democrazia e alla parità”, che la Consulta ha costruito intrecciando dimensione pubblica ed educativa. Accanto agli incontri aperti alla cittadinanza, previsti tra gennaio e aprile, il percorso coinvolgerà infatti anche le scuole, con strumenti pensati per stimolare una riflessione critica e attuale sul significato del voto e della partecipazione.
Nel corso della mattinata del 24 gennaio, dopo l’introduzione della presidente della Consulta Silvia Moglia, verrà presentato anche il progetto educativo rivolto alle scuole secondarie di secondo grado. Un vero e proprio kit di educazione civica, pensato per essere integrato nei programmi di Storia, Educazione civica e Italiano, che propone una cornice storica sul suffragio femminile, il confronto con il film C’è ancora domani, l’ascolto guidato di podcast e il lancio del concorso creativo “Il mio voto per il futuro”. Un percorso modulabile, pensato per accompagnare studentesse e studenti a collegare la storia alle scelte del presente.
Il lavoro della Consulta non si fermerà qui. Il progetto prevede infatti un momento di restituzione pubblica nella settimana delle celebrazioni del 2 giugno, con la valorizzazione dei lavori prodotti dagli studenti e un coinvolgimento diretto della città.
“Ricordare il 1946 non significa fare archeologia della politica”, sottolinea Silvia Moglia. “Significa chiederci chi ha potuto parlare, chi è stato ascoltato e quali diritti consideriamo oggi scontati. La democrazia non è un oggetto trovato per strada: è un cantiere che funziona solo se ci entriamo dentro. Con questa iniziativa vogliamo tenere insieme memoria e futuro, città e scuola, storia e responsabilità quotidiana: perché la parità non è un capitolo chiuso, ma una pratica da esercitare”.
La presenza di Daniela Adorni, studiosa che nelle sue ricerche intreccia storia delle istituzioni e storia sociale, rafforza il senso dell’iniziativa. Il suo lavoro mette in luce come la democrazia non viva soltanto nei grandi eventi, ma anche nelle scelte amministrative, nell’accesso ai diritti, al lavoro, alla casa e ai servizi. Luoghi concreti in cui la cittadinanza prende forma – o si arresta.














