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Attualità | 15 gennaio 2026, 07:56

Bra ricorda il venerabile padre Angelico da None nel 73° anniversario della morte

Come ogni 15 gennaio, l’appuntamento è nella chiesa di Santa Maria degli Angeli

Il venerabile padre Angelico da None

Il venerabile padre Angelico da None

Anche quest’anno, il 15 gennaio la città di Bra farà memoria del venerabile padre Angelico da None, nel 73° anniversario della morte.

Il sacerdote cappuccino simboleggia i valori universali di umanità e umiltà ed il suo messaggio corrisponde pienamente al suo stile di vita, fondato sulla semplicità e sulla preghiera.

Le sue spoglie mortali riposano nella chiesa di Santa Maria degli Angeli (piazza XX Settembre), dove sarà ricordato nelle Sante Messe del giorno.

Un po’ di biografia

Libri di storia alla mano, il venerabile padre Angelico da None, al secolo Matteo Pittavano, sacerdote cappuccino, nacque a None (Torino) il 28 maggio 1875 da una famiglia contadina.

A causa di contrasti familiari (il padre era ben contento di avere un figlio prete, ma non frate) entrò nel seminario diocesano di Chieri. Ma alla morte del padre passò al noviziato dei cappuccini di Racconigi. Venne ordinato il 18 dicembre 1897. Per quindici anni fu solerte professore di filosofia per i novizi, poi fu ministro provinciale dei cappuccini del Piemonte.

Come aveva sempre sognato, nel 1914 poté partire missionario e rimase in Eritrea e in Etiopia per circa trent’anni. Il suo stile missionario era quello di vivere come vivevano i popoli a cui andava ad annunciare il Vangelo. Curò molto le vocazioni locali. Fondò varie stazioni missionarie, scuole, ambulatori. Per le sue innumerevoli attività lo chiamavano “frate tuttofare”.

Espulso dall’Etiopia per motivi politici, nel 1943 tornò in Italia e si ritirò nel convento di Bra, dedicando il suo tempo alla preghiera, alla predicazione e passando tante ore nel confessionale. Morì il 15 gennaio 1953 a Bra.

Padre Angelico fu dichiarato “venerabile” il 7 marzo 1992. Cioè da invocare, da pregare come intercessore presso la Trinità, ma specialmente da imitare in una “santità domestica”, semplice, serena, spassionata e intrisa di amore per Dio e per i fratelli.

I suoi devoti oggi ne chiedono a gran voce la beatificazione. Tuttavia, si potrà procedere verso la beatificazione e la successiva canonizzazione solo dopo il riconoscimento e l'ufficializzazione da parte del Dicastero delle cause dei santi di almeno un miracolo, avvenuto grazie alla sua azione e alla sua preghiera di intercessione.

Silvia Gullino

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