«La decisione del Tar che respinge integralmente il ricorso della 'Inc Spa' chiude definitivamente una vicenda giudiziaria che per troppo tempo ha rappresentato il paravento dietro cui si sono nascosti ritardi, incertezze e una evidente mancanza di scelte politiche chiare sul nuovo ospedale di Cuneo», dichiara il consigliere regionale Mauro Calderoni.
«È una notizia importante e positiva, perché restituisce finalmente certezza giuridica a un’opera strategica, ma proprio per questo da oggi non esistono più scuse: la stagione degli alibi è finita», sottolinea l’onorevole Chiara Gribaudo.
«Il nuovo ospedale di Cuneo è un hub sanitario di livello provinciale, decisivo non solo per il capoluogo ma per l’intera Granda e per il diritto alla salute di migliaia di cittadini. Ogni ulteriore rallentamento non sarebbe più giustificabile e ricadrebbe interamente sulle responsabilità politiche della Giunta regionale», prosegue Calderoni.
«Dopo anni di annunci, conferenze stampa e promesse non mantenute, è arrivato il momento della verità. La Regione Piemonte deve dire con chiarezza quando partono i lavori, con quali risorse, con quali tempi certi e con quali garanzie sul rispetto del cronoprogramma. Tutto il resto sarebbe la solita propaganda», aggiunge Gribaudo.
«Accanto alle scelte politiche e finanziarie, serve anche una svolta netta sul piano organizzativo. È indispensabile garantire al nuovo ospedale di Cuneo una governance stabile, dedicata e pienamente focalizzata su questo progetto. L’attuale assetto, che vede il dottor Tranchida dividersi tra Cuneo e Torino, pur nella sua generosità e competenza, non è più sostenibile: nessuno può umanamente seguire con la necessaria continuità due fronti così impegnativi», sottolinea Calderoni.
«Per questo chiediamo con forza e urgenza che il Presidente Alberto Cirio e l’Assessore alla Sanità Federico Riboldi vengano immediatamente a Cuneo per un confronto pubblico con la sindaca Patrizia Manassero, con gli amministratori locali e con l’intera comunità provinciale: non incontri rituali o passerelle, ma una vera assunzione pubblica di responsabilità», prosegue Calderoni.
«La sanità pubblica non può più essere trattata come un terreno di rinvio politico o di scontro burocratico. Ogni giorno perso pesa sui cittadini, sugli operatori sanitari e su un territorio che attende da troppo tempo risposte concrete. Ora la Regione scelga: o dimostra di voler davvero realizzare il nuovo ospedale di Cuneo, dotandolo di una guida chiara e dedicata, oppure si assuma apertamente la responsabilità di aver tradito un impegno fondamentale per la Granda», conclude Gribaudo.














