Un bando che mette a disposizione 17 milioni e 600 mila euro per le imprese piemontesi attive nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari. Lo ha voluto l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni per sostenere un segmento fondamentale dell’economia agroalimentare del Piemonte.
«Il comparto attivo nella produzione e trasformazione dell’agroalimentare piemontese – spiega Bongioanni - annovera circa 4.300 aziende che, se allarghiamo lo sguardo alla produzione primaria, trasformazione, logistica, servizi collegati e distribuzione, coinvolge un indotto di quasi 14mila imprese attive nel settore e un valore stimato di oltre 5 miliardi. Stiamo parlando di un settore fondamentale della nostra filiera di qualità, grazie al quale il brand Piemonte è associato a produzioni straordinarie insignite da un numero record di riconoscimenti di qualità Doc, Docg, Dop, Igp e Pat. Con questo intervento, finanziato sul Complemento di Sviluppo rurale 2023-27, andiamo a sostenere sei settori di punta in cui operano le nostre imprese di trasformazione agroalimentare: vino e aceto; latte vaccino, bufalino e ovicaprino e loro derivati; ortofrutta; cereali, riso e foraggere; le nostre grandi carni bovine, suine, ovicaprine, avicunicole, equine, bufaline, selvaggina; e gli altri prodotti che spaziano dalle uova alle patate, dal miele al florovivaismo alle piante officinali».
Il bando sostiene aziende vinicole, caseifici, stabilimenti di lavorazione carni, salumifici, molini, riserie, imprese di stoccaggio e confezionamento di ortofrutta, lavorazione di erbe officinali per tisane e prodotti erboristici, imprese di raccolta e confezionamento di miele e frantoi per la lavorazione dell’olio, purché lavorino e trasformino il prodotto agricolo primario. È esclusa la lavorazione dei prodotti della pesca, oggetto di altre linee di finanziamento europee. La misura è specificamente rivolta al segmento trasformazione e commercializzazione della filiera agroalimentare: per potervi accedere, le imprese che siano anche produttrici in azienda devono garantire almeno il 66% del prodotto lavorato di provenienza da soggetti terzi: cosa che però rende possibile l’accesso anche alle aziende vitivinicole che lavorano le proprie uve perché, di norma, produzione agricola e lavorazione in cantina fanno capo a società distinte anche nella stessa azienda. Sono escluse le imprese di pura commercializzazione.
Il bando concede contributi in conto capitale per il 40% delle spese ammesse di ogni progetto: l’importo progettuale dev’essere compreso fra i 200mila e 1 milione di euro. Con il sostegno della Regione potranno essere acquistati impianti, macchinari e attrezzature finalizzate alle attività di trasformazione, in particolare quelli che consentono l’introduzione di processi innovativi, nuove strumentazioni e tecnologie, ma anche di effettuare investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo o per il risparmio idrico ed energetico.
Sottolinea Bongioanni: «È un bando disegnato per valorizzare ancora di più l’eccellenza della produzione agroalimentare del Piemonte e il tessuto delle imprese che la stanno affermando sempre più sui mercati. Per valorizzare la filiera corta e assicurare una positiva ricaduta dell’investimento sul territorio ho voluto introdurre un particolare punteggio premiale per chi lavora le materie prime provenienti da produttori agricoli del Piemonte, e un altro per chi lavora e crea prodotti a regime di qualità certificata, di cui il solo Piemonte possiede un quarto del totale nazionale».
Il bando è aperto a questo indirizzo: https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/csr-2023-2027-investimenti-la-trasformazione-e-commercializzazione-dei
Le domande potranno essere presentate fino al 16 marzo 2026. In autunno la graduatoria dei progetti finanziati.













