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Attualità | 08 gennaio 2026, 10:14

Corneliano d'Alba celebra i 130 anni della prima luce elettrica: merito di Tommaso Pavesio, il pioniere dimenticato

Il 10 gennaio 1896 la piazza del paese si illuminò grazie al motore del suo mulino. Emigrato in America e tornato con una fortuna, progettò anche una tramvia elettrica per collegare Alba

Un tram elettrico a Torino (1896) - archivio ATTS

Un tram elettrico a Torino (1896) - archivio ATTS

Tommaso Pavesio è una figura storica avvolta nell'ombra del tempo, di cui le informazioni disponibili rimangono piuttosto scarse e frammentarie. Nato a Corneliano attorno al 1840, egli stesso si riferisce al suo paese natale con affetto, definendolo “Paese natio”.

Nel 1857, lo troviamo già in una posizione di responsabilità come segretario del vecchio molino a vapore di Corneliano, un incarico che testimonia il suo ruolo attivo nella comunità. Cinque anni dopo, nel 1862, compare di nuovo, questa volta nei panni di “sindaco” durante un processo per insolvenza che coinvolgeva i precedenti proprietari del mulino, fungendo da figura imparziale, che oggi potremmo definire super partes.

Con il passare del tempo, il mulino, purtroppo, andò incontro a un inesorabile declino. Tuttavia, durante questi anni, Tommaso Pavesio si distinse per il suo impegno sociale, dedicandosi a varie attività e contribuendo generosamente con offerte destinate ad alleviare le condizioni dei poveri della sua comunità.

Successivamente, prese la decisione di emigrare in America, dove riuscì a costruire una discreta fortuna. Nel 1890 lo ritroviamo a Canale, dove installò un sistema gasogeno in grado di alimentare un motore per il mulino locale. Sempre a Canale, si adoperò per la costruzione di una fabbrica destinata alla produzione di ghiaccio, un bene prezioso che serviva per conservare gli alimenti in apposite gallerie, comunemente note come “crutin”.

Il ghiaccio prodotto non era solo destinato al commercio, ma veniva distribuito gratuitamente ai poveri e ai malati, in particolare a coloro che soffrivano di febbre alta e necessitavano di un rimedio per abbassare la temperatura corporea. Nel 1896, abbiamo notizia che Pavesio era riuscito a ricostruire il mulino, dotandolo di un sistema a vapore; per garantire un adeguato apporto d'acqua, realizzò una piccola deviazione del fiume Riddone.

Inoltre, avvalendosi forse di un motore gasogeno, Pavesio fu in grado di fornire elettricità per l’illuminazione delle strade di Corneliano, un’innovazione che avrebbe certamente migliorato la qualità della vita nella sua amata comunità.

Era la sera del 10 gennaio 1896 quando, per la prima volta, la piazza di Corneliano si trasformò in un luogo di meraviglia grazie all'illuminazione elettrica, alimentata dal motore del molino di Tommaso Pavesio. In quel momento storico, la comunità si trovò di fronte a una scena straordinaria, mai vista prima: le lampade brillavano con una luce chiara e costante, eliminando l'oscurità che fino ad allora aveva dominato le notti del paese.

Possiamo solo immaginare lo stupore e l'ammirazione dei cittadini, che, meravigliati, si radunarono per assistere a questo spettacolo innovativo. Gli applausi che risuonavano nell'aria testimoniavano l'entusiasmo e la gratitudine della gente per un progresso che prometteva di migliorare la qualità della vita. Non erano più le fioche candele o i lumini a petrolio a illuminare le strade; ora la luce elettrica offriva una luminosità ineguagliabile e, soprattutto, senza la necessità di sostituire continuamente candele o rifornire olio.

Quella luce, che splendeva per tutta la notte, non rappresentava solo un cambiamento tecnologico, ma un simbolo di modernità e progresso, un segno tangibile di come Corneliano stesse abbracciando il futuro. La piazza, illuminata a giorno, diventò un luogo di socializzazione e incontro, dove si respirava un'aria di speranza e di nuove opportunità, un cambiamento che avrebbe segnato per sempre la storia del paese.

Nel corso del 1896, Tommaso Pavesio si distinse ulteriormente per la sua visione innovativa presentando un ambizioso progetto per una tramvia elettrica, destinata a collegare Corneliano a Piobesi, con un'estensione fino ad Alba. Questo progetto, che avrebbe potuto rappresentare una vera e propria rivoluzione nei trasporti della zona, mirava a elettrificare l'intera linea e a dotarla di binari, rendendo il viaggio tra queste località più rapido ed efficiente.

Sebbene non siano disponibili dettagli precisi riguardo alla realizzazione di questo progetto, si può supporre che fosse molto avanzato per l'epoca, considerando che le tramvie elettriche stavano iniziando a diffondersi in Italia solo nei primi anni del Novecento. Se fosse stato realizzato, il sistema di tramvia proposto da Pavesio avrebbe potuto posizionarsi tra le prime tramvie elettriche del paese, segnando un importante passo verso la modernizzazione dei trasporti pubblici.

L'idea di una rete tramviaria non solo avrebbe facilitato gli spostamenti quotidiani per i cittadini, ma avrebbe anche stimolato lo sviluppo economico delle località coinvolte, favorendo l'interscambio commerciale e turistico. Purtroppo, la mancanza di informazioni dettagliate sul progetto rende difficile valutare le ragioni per cui non sia stato portato a termine, ma il solo fatto che un uomo come Pavesio avesse concepito un'idea così audace testimonia la sua lungimiranza e il suo impegno per il progresso della sua comunità.

Pavesio ci lasciò nel 1904, venne seppellito nel cimitero di Canale.

Francesca Gerbi

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