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Cronaca | 07 gennaio 2026, 15:17

Sette anni di carcere per l'elettricista che tentò di uccidere la moglie a coltellate a Morozzo

L'episodio avvenne nel settembre 2024 nel garage casa dei coniugi. L'uomo aveva scelto di essere processato in abbreviato e provveduto a risarcire la vittima

Il tribunale di Cuneo

Il tribunale di Cuneo

Sette anni e quattro mesi di carcere: questa la pena inflitta in sede di rito abbreviato al 45enne elettricista che, nel settembre 2024, tentò di uccidere la moglie a Morozzo. Per l'uomo, la procura aveva chiesto 10 anni. 

Quella mattina la donna stava recandosi al lavoro quando venne raggiunta dal marito in garage e colpita con un coltello. Una aggressione il cui movente risiederebbe nella mancata accettazione da parte dell’uomo della richiesta di separazione della moglie. La donna, dopo essere stata colpita, era riuscita a scappare in strada. Sul capo dell’artigiano pendevano le accuse di tentato omicidio aggravato e maltrattamenti.  

L’avvocato Pier Mario Morra,  difensore dell'imputato, aveva fatto richiesta di poter far accedere il proprio assistito al rito abbreviato, condizionato all’audizione di un testimone. Richiesta, questa, che era stata accolta dalla giudice dell’udienza preliminare, Daniela Rita Tornesi.  

La madre della donna, che abita nello stesso stabile della figlia e del genero, era stata chiamata a deporre sull’accusa di maltrattamenti. Nulla di rilevante - avrebbe riferito - una coppia come molte altre, in procinto di separarsi.  

I colpi di coltello inferti dall’uomo e che per poco non raggiunsero un polmone della donna che, ad oggi, come fatto sapere dalla sua legale, l’avvocata Gabriella Chiapella, sta bene. 

A fine udienza, l'avvocato Morra si è detto soddisfatto dell'esito processuale. Il giudice ha ritenuto escludere l’aggravante della premeditazione, concedendo le attenuanti generiche e quella del risarcimento del danno con giudizio di equivalenza sulle rimanenti aggravanti,  riservandosi sulla richiesta di sostituzione della misura custodiale in carcere. 

"La sintesi è che il giudice ha ben governato un processo non semplice, e complesso - ha commentato il legale -. Tutto si è svolto nel fisiologico contraddittorio delle parti, guardando con soddisfazione l’esclusione dell’aggravante più insidiosa. Con l’esclusione della premeditazioni e concessione generiche e risarcimento non è arduo ci possa essere un a riflessione sul bilanciamento". 

CharB.

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