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Attualità | 07 gennaio 2026, 06:28

LAVORO / In Granda buone opportunità occupazionali per i giovani, ma solo uno studente su 5 completa il ciclo universitario

I dati dell’ISTAT confermano la solidità occupazionale nella nostra provincia, ma mostrano una minore propensione verso la formazione universitaria

Immagine di archivio

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Nello studio sul Benessere equo e sostenibile dei Territori, prodotto dall’ISTAT, i dati evidenziano una grande occupazione nel territorio della Granda: 76,4% di tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni nel 2024. Il Piemonte si ferma sotto di circa due punti, a quota 74,3%. Cuneo è tra le migliori province piemontesi e supera di oltre 9 punti la media nazionale (67,1%).

In un altro campo la Granda spicca particolarmente, con un valore molto alto, tra i migliori del nord Italia: l’occupazione giovanile (15-29 anni). Nel cuneese il dato si attesta al 46,5%, superiore di 6 punti percentuali rispetto alla media piemontese e del 12% rispetto alla media nazionale. 

Il “modello Cuneo”, caratterizzato da un ingresso precoce nel mondo del lavoro, emerge anche nel numero dei NEET, ovvero coloro che non lavorano e non studiano, che nella Granda sono l’8,5%, inferiore al 9,8% piemontese e quasi la metà del valore nazionale (15,2%). 

I dati indicano che nella nostra provincia si inizia presto a lavorare, ma il punto debole della Granda sembra essere l’istruzione: Cuneo si trova, infatti, tra le ultime province piemontesi per quota di giovani laureati, con il 20,3% sul totale della popolazione tra i 25 e i 39 anni, più di 10 punti percentuali di distacco dalla media piemontese, trainata dal torinese a quota 36,4%. Uno dei pochi casi in Piemonte sotto la media nazionale riguardo al passaggio all’università: in Italia il 51,7% dei diplomati prosegue gli studi, in Granda il 48,9%.

La dispersione scolastica nella nostra provincia è netta già nei dati delle persone con o senza diploma: solo il 63,1% delle persone tra i 25 e i 64 anni ha concluso il ciclo di studi superiori, dato sotto la media piemontese e nazionale. Tuttavia il numero dei diplomati è in linea con la maggioranza delle province piemontesi, escluso il Torinese, che traina la regione in quell’ambito. Più critico risulta, invece, il numero dei laureati della Granda, il più basso di tutta la regione: solo 1 cuneese su 5 (20,3%) completa il ciclo universitario

Spesso si sente dire che l'aumento dei laureati porta a un’occupazione maggiore, tuttavia la Granda in questo sembra essere un'eccezione.

La Granda è storicamente un territorio più produttivo che accademico. Nella nostra provincia sono diffusissime le PMI, spesso a conduzione familiare, le filiere agroalimentari, metalmeccaniche e logistiche e distretti che cercano competenze operative.

Tommaso Puggioni

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