/ Economia

Economia | 11 novembre 2025, 18:50

Calderoni (PD): "Piemonte in affanno. Cirio porta la Regione sotto la Media Europa del Pil pro capite"

Il consigliere regionale denuncia un arretramento economico e un aumento dell'economia sommersa chiedendo politiche industriali vere, investimenti sull’innovazione e un piano per il lavoro che rimetta al centro i territori e le persone

Mauro Calderoni, consigliere regionale PD

Mauro Calderoni, consigliere regionale PD

Il Piemonte, un tempo tra i motori economici del Paese, rallenta e scivola indietro. I nuovi dati Eurostat certificano che il Pil pro capite regionale è sceso al 99,7 per cento della media europea, facendo entrare il Piemonte tra le regioni che non riescono a mantenere i livelli di sviluppo delle aree più avanzate.

Un arretramento che non si spiegherebbe con le congiunture internazionali, ma con la mancanza di una strategia economica regionale. In sette anni il Piemonte ha perso tre punti percentuali di Pil pro capite, retrocedendo nella fascia medio-bassa della classifica europea. È la conferma di un declino strutturale che la giunta Cirio non ha saputo né affrontare né fermare. 

A fronte di questi numeri, continuano le promesse e gli slogan di chi parla di “Piemonte a un’altra velocità”, ma la realtà racconta un’altra storia: quella di un’economia ferma, di un sistema produttivo in difficoltà e di territori sempre più diseguali. 

Il crollo del settore automotive ne è l’esempio più evidente. Nell’ultimo anno Torino ha perso circa un miliardo di euro di valore produttivo e 1500 posti di lavoro. Eppure l’11 febbraio 2025, in un Consiglio regionale aperto, la giunta e i vertici di Stellantis garantivano investimenti e progetti per rilanciare Mirafiori. Da allora, solo silenzio e cassa integrazione: il Piemonte è quarto in Italia per ore autorizzate, con la provincia di Cuneo tra le più colpite. 

Nel frattempo cresce anche l’economia sommersa, con oltre 15 miliardi di euro in più a livello nazionale e un lavoro irregolare in aumento. Segnali che parlano di un sistema sempre più fragile e diseguale.

Di fronte a tutto questo, non servono più annunci o campagne di immagine: servono politiche industriali vere, investimenti sull’innovazione e un piano per il lavoro che rimetta al centro i territori e le persone. 

Il Piemonte non merita di restare fermo. Merita una guida capace di affrontare la crisi, non di nasconderla dietro la propaganda.

c.s.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A NOVEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2024" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium