"A volte non si ha neppure il modo di accorgersene e in pochi secondi tutto cambia. Irrimediabilmente. Per sempre. Quando la nostra famiglia è stata travolta dalla tragedia indicibile e inaccettabile della morte di Fabio davvero ha corso il rischio di perdersi, alla ricerca di risposte che la ragione non avrebbe trovato mai. E allora abbiamo capito che tutto 'il dolore del mondo' doveva essere in qualche modo incanalato, perché non dilagasse e non diventasse come uno tsunami, devastante".
Con queste parole Antonella Fissore illustra le motivazioni alla base dell’iniziativa che domenica 2 luglio vedrà il suo compimento a Bra, con l’inaugurazione dell’installazione posata nel parco del Santuario della Madonna dei Fiori, un "albero di luce" per "fare memoria dei nostri figli in cielo".
"Nel nome di Fabio, in suo ricordo – continua Antonella –, è nato il desiderio di realizzare un qualcosa di bello, ma non una cosa qualunque. Doveva donare consolazione, diventare una sorta di bussola a indicare la giusta rotta. Ed ecco l’idea dell’albero, che coi suoi rami puntati verso l’alto ci indica la direzione verso cui guardare per non smarrirsi. Rappresenta la forza della vita che non si interrompe, ma fluisce, con la luce che filtra dal cielo, si rigenera nell’anima trasformata e ci ricorda che, se anche il dolore non ci abbandona, non possiamo perdere la speranza e dobbiamo volgere sempre lo sguardo verso l’alto".
"Ciò che davvero aiuta noi genitori orfani di un figlio, ci consente di dare un senso ai nostri giorni, è aver imparato che si può essere di aiuto a qualcuno, si può portare un po’ di conforto, allontanare quel tanto che basta la tristezza trasformandola nella forza che sanno dare la condivisione e il sostegno reciproco perché, se il vuoto e la solitudine producono angoscia, non c’è miglior sollievo che attraversare il dolore per trarne forza di vita".
Il progetto dell’albero, pensato per ricordare Fabio, si è così esteso ad altre diciassette famiglie. Arrivano da Bra, ma anche da altri comuni della Granda e pure da fuori regione, dalla Sicilia e dalla Puglia in particolare. Le accomuna il desiderio di ricordare i loro ragazzi e ragazze, giovani vite che hanno lasciato in chi li ama un vuoto incolmabile.
Un albero di luce con bellissimi fiori, ognuno a rappresentare un figlio, una figlia, unici e irripetibili, ora nell’eternità infinita che separa e unisce in un abbraccio senza confini. Così con Fabio ci sono allora Nicolas, Daniele, Edoardo, Andrea, Simone, continuando con Paolo, Roberto, Fabrizio, Alessandra, Valentina, il piccolo Loris, i fratelli Davide e Francesco, e poi ancora Fabio, Mattia, Francesco, la piccola Maya, celebrati ciascuno con una rosa, un giglio, un girasole, una stella alpina, una margherita, o una calla, incastonati nel riflesso limpido del vetro che ricorda la trasparenza della loro anima agli occhi di Dio, che colpita dalla luce divina riflette la variegata bellezza dei colori che si fondono con la natura che li circonda.
Sono molte le persone che hanno permesso la realizzazione di questo progetto.
Andando a ritroso il primo ringraziamento di queste famiglie va a Elisa Milanesio, giovane talento braidese, laureata allo Ied, che del tutto gratuitamente ha realizzato il disegno di base. Grande disponibilità e competenza anche da parte dello staff di Alfamet, nel trovare soluzioni tecniche per portare a termine il progetto. Poi Nicoletta Costa, che nel suo laboratorio artistico di Loano ha creato con amore e maestria 18 tondi in vetrofusione realizzando manufatti bellissimi e originali. Ancora, i responsabili del Santuario della Madonna dei Fiori, che hanno acconsentito a ospitare nel parco del Santuario questa particolare opera simbolica. E poi "tutte le persone che hanno collaborato a vario titolo, e ci hanno incoraggiati a proseguire anche quando le difficoltà parevano insormontabili", dice ancora Antonella
Il 2 luglio finalmente ci sarà l’inaugurazione, con una piccola cerimonia informale dopo la messa delle 10.30. "Se provo a immaginarlo – conclude Antonella Fissore –, sarà un momento di lacrime e sorrisi, di grande emozione, ma sarà anche una grande gioia, pensare che quel Gesù, che campeggia risorto nella facciata del Santuario, sia colui che ha abbracciato i nostri ragazzi e ragazze coinvolgendoli nel suo destino di vita eterna, per sempre con lui, nella luce vera, la luce che non conosce tramonto".
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