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Attualità | 20 giugno 2023, 12:57

Ferrero, 1.400 gli stagionali nelle previsioni dell’azienda. Partite le trattative per l’integrativo

Prime immissioni anticipate già a fine gennaio per l’esercito di lavoratori a contratto impegnati in linee e reparti dello stabilimento di Alba, che da lunedì si fermerà per due settimane

Lo stabilimento Ferrero di Alba (foto di Andrea Boano)

Lo stabilimento Ferrero di Alba (foto di Andrea Boano)

Ultimi giorni al lavoro prima delle ferie estive nello stabilimento Ferrero di Alba, dove nei diversi reparti ci si prepara all'abituale sosta estiva quest'anno prevista a partire da lunedì 26 giugno. Uno stop di due settimane – in passato erano tre, mentre una simile interruzione oggi viene contemplata solamente là dove ci sia la necessità di revisioni o manutenzioni delle linee – prima di una ripartenza degli impianti a pieno ritmo programmata a partire dal 10 luglio.

Da quella data all’interno degli impianti di piazzale Pietro Ferrero faranno rientro non soltanto gli oltre 4mila addetti impegnati nelle diverse produzioni di quella che rimane una delle principali sedi mondiali della multinazionale fondata da Michele Ferrero, ma anche un esercito di stagionali che secondo i piani comunicati dall’azienda ai sindacati quest’anno arriveranno a raggiungere un picco di 1.400 unità.

Addetti che solo per una minima parte sono alla prima esperienza sulle linee di Nutella, praline e merendine Kinder (un centinaio le nuove immissioni), e che, come già in passato, verranno impegnati per periodi variabili. Contratti in genere di tre mesi che, a seconda dei casi e dei reparti, possono venire rinnovati una o anche due volte. Forza lavoro chiamata ad affiancare il personale stabile per consentire il raggiungimento di obiettivi di produzione che quest’anno dovrebbero confermare gli ottimi valori fatti registrare nel 2022, in molti casi funzionali alla necessità di estendere i turni al ciclo continuo (del 40% la quota aggiuntiva di forza lavoro necessaria per abbracciare anche i giorni festivi), con lavorazione su tre turni sette giorni su sette.

Se l’unico reparto a non fermarsi per la sosta di fine giugno sarà quello impegnato nella produzione dell’Estathé, prodotto estivo per eccellenza (la produzione dei gelati avviene invece in Spagna), che quest’anno ha ripreso a lavorare a ciclo continuo, mentre dodici mesi fa aveva subito qualche rallentamento dovuto alle difficoltà di approvvigionamento delle nuove confezioni, sul fronte degli stagionali si segnalano immissioni in azienda che quest’anno sono partite già a fine gennaio. Molto in anticipo, quindi, rispetto a inserimenti che tradizionalmente hanno inizio tra aprile e maggio. La riprova nel numero di quanti, sempre tra i lavoratori a tempo, sono in linea in questo momento: circa un migliaio contro gli abituali 700-800 del periodo.

Un altro segnale positivo, insomma, che denota un maggiore temperamento rispetto al passato nella stagionalità delle produzioni a marchio Ferrero e Kinder. Una direzione verso la quale giocano le numerose novità di successo entrate in produzione negli ultimi anni – come Kinder Cards, per fare un esempio tra i diversi possibili – e che si accompagna a una campagna 2023 che secondo le previsioni dell’azienda dovrebbe consolidare la ripresa fatta già registrare lo scorso anno dopo i rallentamenti dovuti alla pandemia.

C’è ottimismo, quindi, sul fronte dell’andamento delle vendite, mentre su quello sindacale si segnalano le importanti scadenze che impegneranno i rappresentanti dei lavoratori da qui ai prossimi mesi.

Se a livello nazionale sono infatti partite le trattative per il rinnovo del contratto collettivo di categoria, analogo percorso dovrà portare al rinnovo dell’integrativo aziendale. Proprio in queste settimane sigle di categoria e Rsu aziendali si sono confrontate coi lavoratori per arrivare alla definizione della piattaforma da sottoporre all’azienda. Facile immaginare che, ferme le tante previsioni a livello di welfare già presenti nella contrattazione di secondo livello concertata in Ferrero, le richieste delle maestranze si concentrino sul tema di salari e premio di produzione (2.383,93 euro lordi il valore di quello elargito ad Alba nello scorso autunno) che, per la multinazionale albese come altrove, nell’ultimo anno hanno subito la forte svalutazione dovuta a un’inflazione che per mesi ha galoppato in doppia cifra.

Ezio Massucco

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