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Attualità | 24 maggio 2023, 07:00

Con giugno riparte la stagione di raccolta del tartufo, ma c'è preoccupazione per la peste suina

Antonio Degiacomi (Centro Nazionale Studi Tartufo): "Le regole per evitare la diffusione della malattia sono chiare. È fondamentale che ogni trifolao o chi raccoglie funghi resti nella propria zona"

I trifolau con i loro tabui, ed i cercatori di funghi sono attesi da una stagione in cui dovranno fare i conti con le norme per evitare la diffusione della peste suina

I trifolau con i loro tabui, ed i cercatori di funghi sono attesi da una stagione in cui dovranno fare i conti con le norme per evitare la diffusione della peste suina

21 maggio, in provincia di Cuneo non sono presenti carcasse di cinghiali infetti da peste suina. Questo è quanto viene riportato dall’ultimo bollettino dell’istituto zooprofilattico sperimentale di Liguria Piemonte e Valle d’Aosta, che aggiorna costantemente la situazione della diffusione di questa malattia, la quale in Piemonte ha colpito soprattutto la provincia di Alessandria.

Nessun caso accertato, ma il timore resta perché, con il caso della vicina Cairo Montenotte (Savona), anche la provincia di Cuneo è ora sotto osservazione, essendo Saliceto a pochi chilometri dal ritrovamento. Quel raggio di 15 km che include ora 19 Comuni cuneesi potenzialmente a rischio, e per questo sotto la lente di ingrandimento.

Questa situazione, della quale abbiamo parlato in più articoli, potrebbe avere effetti collaterali sulla ricerca dei funghi e dei tartufi, su cui, a pag. 20 e 21 del documento di ordinanza del febbraio 2023, si parla in modo dettagliato per le modalità di azione.

Questo perché, visto il caso alessandrino, ci potrebbero essere ripercussioni sulla stagione di raccolta del tartufo, che inizia il 1° giugno per lo scorzone, il tartufo nero prettamente estivo. Ne abbiamo parlato con Antonio Degiacomi, presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo.

Partendo dal documento dell’ordinanza che cosa si può dire su questa situazione?

"Pensiamo subito al caso alessandrino e prendiamo spunto per quel che riguarda la ricerca di funghi e tartufi. Bisogna fare chiarezza: la peste suina, che è il problema principale, può portare ad effetti collaterali se non affrontata nel modo giusto.

La ricerca del tartufo, come le attività agrosilvoculturali, rientra in una casistica di deroghe in cui sono presenti regole ferree: si può andare a fare trekking, andare in bicicletta nei sentieri, pratica pesca dilettantistica, e raccogliere funghi e tartufi, a patto che si rispettino norme igieniche atte alla disinfestazione, per evitare di diventare vettori inconsapevoli della pesta suina.

Attualmente in provincia di Cuneo, e, di conseguenza anche delle nostre zone di Langhe e Roero, non ci sono per fortuna casi di cinghiali infetti o morti per questa malattia, ma, soprattutto considerando che siamo alle porte della stagione di raccolta del tartufo nero, bisogna fare molta attenzione".

Come agire contro la peste suina, se si vuole andare per funghi e tartufi?

"Se il territorio di raccolta si trova in zona 2, cioè quella cosiddetta rossa, solo i residenti o chi affitta o abita in seconda casa, possono andare a raccogliere funghi e tartufi, senza però poterlo fare in altre zone.

Durante la raccolta bisogna utilizzare disinfettanti attivi contro il virus della peste suina, attrezzature idonee alla disinfestazione pre e post ricerca. Utilizzare soprascarpe o calzature facili da pulire e disinfettare. Pulire le zampe del cane che deve essere tenuto al guinzaglio, nel rispetto dell’animale, e non recarsi per almeno 48 ore successive, presso allevamenti di suini domestici.

Se si utilizzano indumenti monouso, bisogna gettarli in un sacco idoneo allo smaltimento. Se ti trovano carcasse o animali in evidente stato di confusione bisogna avvisare le autorità competenti".

Che cosa possiamo consigliare?

"È fondamentale che ogni trifolao o chi raccoglie funghi, resti nella propria zona, per evitare di diventare vettore della peste suina. Consigliamo di rispettare le regole, e, anche se il nostro territorio non è in zona 2, fare molta attenzione. La prevenzione è fondamentale per sconfiggere questa malattia animale che, se si diffondesse in Provincia di Cuneo, causerebbe ingenti danni ai molti allevamenti suini presenti.

Come si può vedere, per evitare effetti collaterali, ci vuole in classico buon senso. Funghi e tartufi sono anche importanti, preserviamone il patrimonio rispettando la natura, partendo, in questo caso, da quella animale".

Livio Oggero

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