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Attualità | 09 maggio 2023, 13:01

Abbruciamento controllato di residui agricoli: Bongioanni propone l'estensione ai comuni collinari

Il capogruppo di FdI in consiglio regionale: "Pratica antica e tradizionale radicata nella saggezza dei nostri nonni, operata nel rispetto delle normative europee, ecologica e non dannosa per l’ambiente"

Paolo Bongioanni

Paolo Bongioanni

«Dobbiamo dare ai nostri agricoltori e Comuni la possibilità di smaltire più facilmente i residui vegetali di sfalcio allargando l’accesso alla pratica dell’abbruciamento controllato. È una pratica antica e tradizionale radicata nella saggezza dei nostri nonni, operata nel rispetto delle normative europee, ecologica e non dannosa per l’ambiente, che dev’essere considerata ordinaria manutenzione agricola e non macchinosa e complessa attività di smaltimento dei rifiuti. Per questo ho presentato in Consiglio regionale un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale a estendere l’impiego di questa pratica anche ai comuni collinari e collinari depressi, e non più soltanto ai comuni montani come accade finora».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale del Piemonte Paolo Bongioanni illustra così il documento che ha presentato al voto dell’Aula di Palazzo Lascaris e che impegna la Giunta regionale a modificare la normativa vigente in materia.

«Per effetto di una vecchissima delibera di Consiglio risalente al 1988 – spiega Bongioanni - i Comuni piemontesi risultano classificati in comuni montani, di pianura, collina depressa e collina. È una suddivisione che – alla luce delle mutate esigenze di tutela e sostenibilità ambientale – appare totalmente superata. Molti Comuni vivono quotidianamente problematiche di gestione degli sfalci dei materiali vegetali - a partire dai castagneti - molto simili a quelli dei comuni classificati montani, per i quali sono previste dalla legge regionale deroghe al divieto di abbruciamento».

La normativa vigente prevede infatti che, nei Comuni montani, paglia e altri residui agricoli e forestali, sfalci e potature inquadrati nell’ambito delle buone pratiche colturali (compresi quelli delle aree verdi urbane), possano essere bruciati in piccoli cumuli e in quantitativi non superiori a tre metri cubi giornalieri per ettaro e in periodi dell’anno determinati e circoscritti.

«Siccome modificare l’elenco di classificazione dei Comuni – spiega Bongioanni - è una procedura estremamente lenta e burocratica, incompatibile con le esigenze quotidiane e d’urgenza di enti locali e aziende agricole, per essere operativi in tempi brevi è molto più efficace intervenire sulla legge regionale 3/2020 della quale sono l’autore e primo firmatario. Una deroga che amplii le maglie e permetta anche nei comuni di collina e di collina depressa la pratica dell’abbruciamento controllato dei residui colturali, consentendo ai Sindaci interessati di autorizzarla con un’apposita ordinanza per un massimo di trenta giorni anche non continuativi per i comuni montani e di quindici giorni per le aree di pianura».

La modifica legislativa sarà naturalmente condivisa con gli enti locali e le direzioni regionali Agricoltura e cibo e Ambiente, energia e territorio.

comunicato stampa

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