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Attualità | 14 aprile 2023, 15:36

Dalle confraternite al volontariato. L’esperienza dei Battuti Neri e dei Battuti Bianchi di Bra

La religiosità popolare come strumento di missione nel solco del magistero petrino

In foto Stefano e Davide Milanesio dei Battuti Bianchi e Marina Tibaldi dei Battuti Neri

In foto Stefano e Davide Milanesio dei Battuti Bianchi e Marina Tibaldi dei Battuti Neri

«Le Confraternite sono state fucine di santità di tanta gente che ha vissuto con semplicità un rapporto intenso con il Signore. Camminate con decisione verso la santità; non accontentatevi di una vita cristiana mediocre, ma la vostra appartenenza sia di stimolo, anzitutto per voi, ad amare di più Gesù Cristo» (Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale della Pietà Popolare il 5 maggio 2013). 

Le confraternite luogo della nostra memoria sono memoria di valori fondanti di umiltà, di fratellanza, di conoscenza, di rispetto e patrimonio di storia. Ancora oggi sono espressione di religiosità e tradizioni popolari gelosamente custodite come essenza di spiritualità che rinvigorisce le comunità sulla base delle radici cristiane in una moderna ecclesialità. 

Testimoni di fede autentica, votate alle opere di misericordia corporali e spirituali, i Battuti Neri e i Battuti Bianchi di Bra continuano a essere faro di speranza in una società secolarizzata. Lungo il cammino delle processioni e nei momenti forti della devozione popolare, colpisce il desiderio di appartenenza, di fraternità, che rende consorelle e confratelli partecipi alla vita religiosa, ma anche sociale del mondo contemporaneo. 

Con i loro appuntamenti di fede sempre più partecipati, con lo scambio di inviti e intrecci d’amicizia, si allontanano antichi contrasti, ritrovando l’autentica funzione di espressione della solidarietà reciproca, a mente dell’esortazione di papa Francesco che ha recentemente rinnovato l’invito a quanti aderiscono alle confraternite ad essere missionari dell’amore, della tenerezza e della misericordia di Dio. 

Più in particolare, il denominatore comune è rappresentato dal volontariato, radicato e diffuso in Bra che vede confratelli dei Battuti Neri e dei Battuti Bianchi iscritti ad associazioni che si organizzano per offrire sia il soccorso quotidiano, con le raccolte di viveri ed altri generi di prima necessità, sia quello straordinario, in occasione delle calamità naturali. Tipo l’associazione AbBRAcciAMO (un nome un programma) che conta al suo interno Stefano e Davide Milanesio dei Battuti Bianchi e Marina Tibaldi dei Battuti Neri. Della serie: tanti membri diversi, ma un unico corpo, come la Chiesa insegna. 

Un’esperienza, quella delle confraternite, celebrata anche da San Giovanni Paolo II nel giubileo internazionale delle confraternite del 1984. «Oggi l’urgenza dell’evangelizzazione esige che anche le confraternite partecipino più intensamente e più direttamente all’opera che la Chiesa compie per portare la luce, la redenzione, la grazia di Cristo agli uomini del nostro tempo». 

Guidati dalle “tre parole” di Benedetto XVI, evangelicità, ecclesialità, missionarietà, «le confraternite continueranno così ad essere scuole popolari di fede vissuta e fucine di santità; potranno proseguire ad essere nella società “fermento” e “lievito” evangelico». 

Silvia Gullino

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