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Politica | 03 febbraio 2023, 15:40

Autonomia differenziata: Cuneo dice 'no' al ddl Calderoli

Martedì il consiglio comunale del capoluogo si è espresso (compatto) contro la proposta, che ieri è stata approvata da parte del consiglio dei Ministri

Roberto Calderoli

Roberto Calderoli

Il consiglio comunale di Cuneo si schiera, compatto, contro il disegno di legge per l’autonomia regionale differenziata presentato da Roberto Calderoli (e ieri, giovedì 2 febbraio, approvato dal consiglio dei Ministri). La decisione è arrivata nella seconda sessione di consiglio comunale, martedì 31 gennaio, con la votazione all’unanimità dell’ordine del giorno presentato da Cuneo per i Beni Comuni e Cuneo Mia, in gran parte tratto da un appello del Coordinamento Democrazia Costituzionale: a mancare al consesso Valter Bongiovanni, esponente proprio della Lega.

Secondo i firmatari la proposta definisce una scelta politica, l’atteggiamento e il programma di una delle forze politiche della maggioranza di governo nazionale: un progetto folle che riprende alcune posizioni regionalistiche estreme collezionate negli anni da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, e che coinvolge 23 materie ad oggi di competenza esclusiva dello stato o condivisa fra stato e regioni come scuola, sanità e tutela dell’ambiente.

Un’iniziativa che mette in discussione l’unità stessa del paese e il rispetto per l’art.3 della Costituzione, che pesta e continuerà a pestare sui poveri ‘terroni’. Semplicemente, che colpisce a morte l’unità giuridica ed economica della Repubblica, con complicazioni enormi nella gestione delle stesse materie e irreversibili conseguenze. Una sciocchezza sesquipedale” ha sottolineato Ugo Sturlese nel presentare l'ordine del giorno.

Una 'sciocchezza' che ha segnato, però, un primo colpo importante con l’approvazione del cdM di ieri. “Un giorno storico”, come ha commentato Calderoli a diverse testate di portata nazionale, dicendosi anche pronto a lavorare con regioni ed enti locali per ridurre i divari territoriali e plaudendo (come tanti membri della maggioranza di governo) alla concretizzazione di un’iniziativa inserita nel programma elettorale della coalizione di centro-destra premiata alle elezioni dello scorso settembre.
 
Manca, però, ancora il parere della Conferenza unificata Stato-Regioni-Città e le minoranze di governo si dicono pronte allo scontro, sottolineando come la proposta Calderoli non sarebbe stata condivisa con la Conferenza delle Regioni e come sia in realtà uno spot in vista delle elezioni regionali in Lombardia: un po’ di visibilità e consenso elettorale al costo dell’unità del Paese.

La discussione in consiglio

Un argomento su cui ho riflettuto molto – ha dichiarato in consiglio Stefania D’Ulisse (Cuneo Solidale e Democratica) - , l’autonomia differenziata mi pare essere un vero e proprio progetto politico di cambiamento dell’Italia votato al decentramento e sbilanciamento dello stato e con risvolti economici tutti da verificare. Il rischio di frantumazione di diritti, specie sociali, si traduce nella perdita dei caratteri di universalità che si ergono a difesa e a sostegno dell’unicità e indivisibilità della nostra Repubblica”.

La parola autonomia, se declinata, può anche essere entusiasmante: la stessa giunta Chiamparino aveva impostato un discorso sul tema. Ma alla base deve esserci un rapporto continuo con le istituzioni. La proposta Calderoli mi sembra campata in aria” ha aggiunto Carmelo Noto (PD).

Anche Beppe Lauria e Paolo Armellini si sono detti scettici rispetto al disegno di legge.

Simone Giraudi

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