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Attualità | 30 gennaio 2023, 07:12

Record di secca per il fiume Tanaro: ad Alba è a 130 centimetri sotto il livello zero

Laura Campigotto, referente Protezione Civile del Comune: «Questa prima parte dell’inverno è caratterizzata dalla siccità. Il clima purtroppo continua ad essere caldo per il periodo, ed i fiumi patiscono. Mai registrato un dato così preoccupante, neanche in estate»

Il fiume Tanaro continua a patire la siccità. Una situazione che non migliora dalla scorsa estate

Il fiume Tanaro continua a patire la siccità. Una situazione che non migliora dalla scorsa estate

Temperature che, di giorno, sono poco in linea con il periodo, precipitazioni piovose e nevose scarse e fiumi già in crisi: ad esempio il Tanaro è sotto di 130 centimetri rispetto allo zero, un dato allarmante, se si considera che negli anni con andamento climatico normale si sono toccati gli 80 centimetri, ma ad agosto.
Questo è il quadro già grigio dell’inverno in Provincia di Cuneo, a poco più di un mese dall’entrata nella stagione che dovrebbe essere la più fredda e ricca di precipitazioni dell’anno. E, per ora, il clima è dispettoso: mentre in molte regioni nevica e pioggia con fin troppa abbondanza, il nostro territorio di Langhe e Roero e del Piemonte è come preservato dall’inverno.

«Questa prima parte dell’inverno - dichiara Laura Campigotto del Comune di Alba e referente della Protezione Civile - è caratterizzata dalla siccità. Il clima purtroppo continua ad essere caldo per il periodo: sono pochi i giorni in cui fa freddo come dovrebbe essere, e questo impedisce alla neve di ghiacciare velocemente, con conseguente dispersione di risorse. La pioggia e la neve sono scarse, i fiumi sono già in crisi, e, per ora, non si vedono perturbazioni significative in arrivo.
La nostra zona è protetta da una bolla di alta pressione che sta contrastando il maltempo presente in gran parte d’Italia, dove si registrano nevicate abbondanti e forti piogge.



Cosa possiamo fare? Solo prevenire: spero che si parta presto con tavoli di consultazione per vedere come affrontare primavera e soprattutto estate, tutti insieme, a livello regionale, con il coinvolgimento degli addetti ai lavori e della Protezione Civile. Mi riferisco soprattutto all’aspetto dell’acqua e della situazione degli invasi e delle sorgenti, sicuramente da monitorare.
Ad esempio lo scorso anno alcuni comuni del Monregalese hanno avuto difficoltà nell’utilizzo regolare dell’acqua, ed in località di montagna sono già arrivate le autobotti. Non voglio essere pessimista, ma la situazione è da attenzionare perché preoccupante»
.

Una situazione che non è casuale: come riportato sul sito dell’Arpa Piemonte, negli ultimi 60 anni si registra un incremento importante della temperatura, di circa 2.1°C nelle massime e di 1.5°C nelle minime. Un aumento decisamente superiore a quanto si misura a livello globale. In montagna, che costituisce il 48% del territorio regionale, l’aumento è ancora superiore e arriva fino a +2.8°C nelle massime e a +1.8°C nelle minime.
A livello di precipitazioni, sempre secondo i dati Arpa Piemonte, stiamo vivendo eventi più intensi e brevi, con un aumento dei periodi di siccità, così come le raffiche di vento, insieme al numero di giorni del caldo Foehn. La quantità di neve è complessivamente diminuita sulla Regione Piemonte e la fusione primaverile ha subito un’accelerazione.

Livio Oggero

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