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lavocedialba.it | 30 novembre 2022, 17:23

Alba, l'aumento delle tariffe nelle mense scolastiche non piace all'opposizione

In Consiglio l'interrogazione della consigliera Di Liddo: "La Giunta ha deliberato l’aumento del costo a pasto per ogni fascia di reddito e anche per i non residenti, tale decisione va a colpire esclusivamente famiglie con minori". La replica dell'assessore Boschiazzo: "Ritocchi inevitabili, agito su altre leve"

Alba, l'aumento delle tariffe nelle mense scolastiche non piace all'opposizione

Mensa scolastica, un servizio indispensabile per il mondo della scuola albese, che, ogni giorno, permette a centinaia di studenti di pranzare con piatti di qualità. Il tema, e in particolare l'incremento delle tariffe a pasto recentemente deciso dalla Giunta, è stato al centro delle interrogazioni presentate dall’opposizione durante la seduta del Consiglio comunale tenutasi nella serata di ieri.

«Ogni giorno mangiano pranzo nelle mense scolastiche albesi molti bambini - ha spiegato in assemblea il consigliere di Uniti per Alba Elena Di Liddo – che usufruiscono di questo servizio indispensabile. La Giunta ha deliberato l’aumento delle tariffe per ogni fascia di reddito e anche per i non residenti. Tale aumento, che oscilla dai 0.46 euro per il pasto della scuola dell’infanzia residenti (da 4,98 a 5,44 euro), ai 0.52 per i non residenti sui tre ordini di scuola (da 5,63 a 6,15 euro), passando per i 0.47 euro per la scuola primaria residenti (da 5,11 a 5,58 euro), e per la scuola secondaria di II grado residenti (da 5,22 e a 5,69 euro), è la logica conseguenza della crescita generale dei prezzi in generale, ma tale delibera va a colpire esclusivamente famiglie con minori.

Volevamo quindi sapere se l’Amministrazione abbia preventivamente incontrato e informato
della decisione le organizzazioni sindacali, così come se abbia valutato altre possibili soluzioni per evitare il consistente aumento delle tariffe. Credo che le criticità non siano solo quelle riguardanti le famiglie che effettivamente si rivolgono agli uffici comunali preposti e al Consorzio socio assistenziale. Ci sono nuclei familiari in cui si fanno scelte per non rinunciare a questo servizio dedicato ai figli. Le lamentele serpeggiano».

La risposta della maggioranza è stata affidata a Elisa Boschiazzo, assessore alla scuola: «Le organizzazioni sindacali sono state avvisate e l’aumento delle tariffe è dovuto all’indice Istat. Abbiamo fatto attenzione alle famiglie con Isee basso, per tutelarle. Sul fatto delle soluzioni abbiamo attivato il bando, che è passato da 200mila a 400mila euro su costo affitti e Tari, per sollevare le famiglie da questi costi. Purtroppo il ritocco delle tariffe della mensa non poteva essere evitato. Come ufficio e personalmente per ora non ho avuto lamentele sull’aumento del costo dei pasti e invito a segnalarmi casi critici, caso mai ci fossero».

Livio Oggero

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