Settimana decisiva (forse) per la formazione del governo, nonostante le tensioni tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni stiano complicando la questione col rischio di allungarne i tempi. Nel frattempo continua ad impazzare il totoministri. Vediamo quali prospettive di rappresentanza potrebbe avere il Cuneese in un quadro ancora magmatico.
In cima alla piramide resta sempre Guido Crosetto, ex sindaco di Marene, già sottosegretario alla Difesa e cofondatore di Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa.
Sul flipper del totoministri, per quanto riguarda il Gigante di Marene, la pallina sembra essersi fermata sulla casella del Mise (Sviluppo economico), anche se altre voci lo indicano ancora in pista per la poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio qualora non dovesse concretizzarsi il passaggio a Palazzo Chigi di Giovanbattista Fazzolari.
Ceduto il passo a La Russa per la Presidenza del Senato, il leghista Roberto Calderoli, narzolese d’adozione per via del matrimonio con Gianna Gancia, sembra in predicato per il Ministero degli Affari regionali, dicastero che dovrebbe diventare anche quello delle Autonomie.
Sin qui i big. Per quanto riguarda invece i parlamentari eletti nella Granda, le prospettive di accedere all’esecutivo sono ad oggi assolutamente incerte.
Su quattro parlamentari del Cuneese, un senatore e tre deputati, solo due sono espressione della maggioranza di centrodestra: Giorgio Maria Bergesio (Lega) e Monica Ciaburro (Fratelli d’Italia), eletti in collegi uninominali, il primo al Senato, la seconda alla Camera. Sono entrambi al loro secondo mandato e, come tali, potrebbero avere qualche chances in più rispetto ai loro colleghi matricola.
Il nome di Bergesio, qualche giorno fa, era circolato come possibile ministro dell’Agricoltura, salvo poi rientrare. Resta tuttavia possibile un eventuale incarico da sottosegretario all’Agricoltura, settore in cui vanta competenze.
Per Ciaburro qualcuno ipotizza un ruolo nel Ministero del Turismo che abbia a che fare con la montagna, essendo lei – come noto - sindaco di Argentera.
A questi nomi potrebbe aggiungersi – il condizionale è d’obbligo - quello di Marco Perosino, nonostante la sua mancata elezione alla Camera. Il presidente della Regione Alberto Cirio, una decina di giorni fa, è stato ad Arcore a presentare un’istanza in questo senso a Berlusconi. Indiscrezioni riferiscono che sarebbe riuscito strappargli una mezza promessa.
Le ultime vicende connesse alle tensioni Berlusconi-Meloni stanno però rimescolando le carte. In verità, le fibrillazioni in atto vanno ben oltre il destino del sindaco di Priocca e riguardano la compattezza della stessa coalizione uscita vincitrice dalle elezioni del 25 settembre. La settimana che si apre è cruciale per capire come e in quali tempi la matassa potrà essere dipanata.














