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Politica | 29 maggio 2022, 15:23

Elezioni Racconigi - Gorgo: "Noi da sempre favorevoli ai sottopassi, disapproviamo la gestione Oderda del progetto"

E sul centro storico: "Problemi di degrado e di sporcizia". Sull'ex Neuro: "Necessario dialogare con AslCn1, deve diventare un'opportunità di sviluppo"

Patrizia Gorgo

Patrizia Gorgo

Anche Racconigi tra i comuni chiamati a rinnovare il proprio consiglio comunale. La sfida elettorale si fa serrata a due settimane dall'election day del 12 giugno.

Nell'intervista il punto di vista della candidata a sindaca Patrizia Gorgo con un focus su opere e centro storico.

Parliamo del centro storico, secondo voi va riqualificato? Quali le idee porterete in caso di vittoria?

Il centro storico ha evidenti problemi di degrado e sporcizia. Negli ultimi anni la crescita incontrollata di piccioni e scarafaggi ha creato non pochi disagi per chi ci abita o ha delle attività. Il primo passo sarà quello di contenere la loro riproduzione. Garantiremo una maggiore pulizia dei portici, dei marciapiedi delle strade del centro e non solo. Dal punto di vista della viabilità, oltre al ripensamento dei parcheggi blu, una revisione della mobilità partendo dall’ascolto e dalle esigenze di chi vive e lavora in quell’area e un’attenzione per rimuovere le barriere architettoniche oggi presenti.

Per quanto riguarda il rilancio delle attività commerciali?

Parlando del commercio e della rivitalizzazione del centro storico vogliamo costruire una forte sinergia con Racconigincentro, sfruttare le opportunità del distretto del commercio, lavorare per la creazione di un “prodotto Racconigi” per dare un sostegno alle attività locali.Dobbiamo rendere più gradevole l’aspetto e aumentare il pregio della nostra città anche in ottica turistica e, su questo, il Comune dovrà fare la sua parte intervenendo sulle chiese di Santa Chiara e Santa Croce. Ci sono edifici vuoti in stato di completo abbandono e si dovrà intervenire con forme di incentivazione finalizzate al loro recupero architettonico e funzionale. Questi potranno essere sfruttati per creare nuove realtà lavorando con i giovani e le associazioni di categoria in modo da intercettare anche i nuovi trend dei consumatori. Un altro punto è il rilancio del mercato, soprattutto quello del sabato che ha visto ridursi i banchi e i clienti, segno che i tempi sono cambiati. Vogliamo quindi valorizzarlo in collaborazione con i diretti interessati, magari sfruttando l’ala mercatale.

Uscendo dal centro storico, Racconigi con la chiusura di Villa Tanzi perde un’altra struttura dopo Villa Biancotti-Levis…

Racconigi ha perso due strutture che svolgevano un ruolo fondamentale nell’assistenza e nella cura della persona: villa Biancotti-Levis e villa Tanzi ove era allocata la comunità Arcobaleno. Ricordiamo che Villa Biancotti è stata l’unica residenza socio assistenziale chiusa durante la pandemia. La gara di affidamento in concessione mista prima, l’asta per la vendita del diritto di superficie e infine l’indagine esplorativa finalizzata al project financing sono andate tutte deserte. Tenendo conto del progressivo invecchiamento della popolazione (il 6,5% della popolazione racconigese ha più di 80 anni) è importante coinvolgere Asl-CN1 ed enti preposti per ripristinare al più presto i posti convenzionati, riaprire strutture che siano moderne ed efficienti e che possano anche fungere da presidio sanitario territoriale.

Perché la maggioranza vi accusa di essere contro i sottopassi?

Siamo sempre stati favorevoli al progetto dei sottopassi quale soluzione definitiva al problema delle code di auto che si formano ai passaggi a livello e continuiamo ad esserlo. Fin da subito abbiamo chiesto e continueremo a chiederlo se saremo eletti, che anche il progetto del sottopasso di via Tagliata sia carrabile per non concentrare tutto il traffico veicolare su via Caramagna. Anche questa volta è mancato il dialogo con i racconigesi e in tanti non sanno che il sottopasso nei pressi del cimitero sarà solo ciclopedonale e percorribile dal carro funebre durante le sepolture, mentre i passaggi a livello del Canapile e del Martinetto saranno soppressi. Quello che disapproviamo è la gestione del progetto da parte dell’amministrazione Oderda. Prima con inspiegabili rimpalli di competenza sulla necessità di procedere con la verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale, prevista per legge come confermato dalla Provincia di Cuneo. Tutto questo ha fatto perdere quasi 2 anni di tempo. E poi ci sono state grossolane sviste come la mancata segnalazione della presenza, in via Regina Elena, del canale San Giuseppe, che è un’importantissima arteria di irrigazione dei campi agricoli posti a nord-est dell’abitato o la mancata segnalazione delle condotte di acqua potabile che alimentano i quartieri della zona e di altri importanti sottoservizi che proprio in quel punto attraversano al ferrovia.

Siamo al termine di un altro mandato senza trovare una soluzione per l’ex manicomio…

L’ex Neuro è un problema che ogni amministrazione eredita da decenni e per il quale gli spazi di manovra per il Comune sono limitati: per noi deve diventare un’opportunità di sviluppo! Certo negli ultimi anni la situazione si è aggravata con la parziale chiusura delle vie Ormesano, Fiume e Lobetto e i crolli che hanno interessato il padiglione Chiarugi. Da parte del sindaco Oderda abbiamo assistito a talune improprie prove di forza contro l’Asl-CN1 proprietaria dell’intero complesso. Queste non hanno prodotto alcun risultato positivo per la collettività. Noi riteniamo fondamentale dialogare in modo costruttivo con la dirigenza dell’Asl-CN1 per trovare le migliori soluzioni operando in sinergia per giungere finalmente alla riqualificazione di questa struttura. La città deve essere protagonista del suo futuro: il parco dell’ex Neuro deve diventare un nuovo spazio di aggregazione per i racconigesi, uno dei padiglioni potrebbe essere la sede delle associazioni cittadine per dare uno spazio a tutte le realtà civiche, pensiamo ad un luogo ideale ove creare uno spazio museale e della memoria che racconti la storia dell’ospedale psichiatrico e, perché no, realizzare un’arteria viaria che colleghi trasversalmente via Giovanni Priotti a via Vittorio Emanuele III.

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