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Attualità | 26 gennaio 2022, 17:21

Peste suina, Bergesio: “Subito misure straordinarie per il contenimento dei cinghiali sul territorio"

Il senatore della Lega Salvini Premier: "Occorre prorogare per tre mesi attività venatoria ai fini del contenimento degli ungulati”

Peste suina, Bergesio: “Subito misure straordinarie per il contenimento dei cinghiali sul territorio"

“Intervenire subito con misure straordinarie per il contenimento dei cinghiali sul territorio, per limitare la diffusione della Peste suina africana”. Lo chiede il senatore cuneese Giorgio Maria Bergesio, capogruppo Lega Salvini Premier in Commissione Agricoltura.

“Dopo la nomina dell'autorevole e rappresentativo dottor Angelo Ferrari, direttore dell’Istituto Sperimentale Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, a commissario per l’emergenza Peste Suina Africana, per contrastare la diffusione della malattia bisogna agire, come chiedono le associazioni di categoria, per il contenimento della fauna selvatica, e anche per definire i criteri di distribuzione dei ristori stanziati dal Decreto Sostegni Ter per gli allevamenti”, prosegue Bergesio, che elenca gli obiettivi primari: “Un efficace depopolamento dei cinghiali attraverso regole nuove e in tutto il Piemonte, il blocco della sperimentazione sulla caccia di selezione con l’uso dei cani, il potenziamento delle attività di contenimento con azioni straordinarie notturne, anche nei parchi, mediante i più moderni strumenti tecnologici”.

Inoltre, dice ancora il senatore, “bisogna riconoscere la possibilità a proprietari, conduttori di fondi e tutor di installare, anche nelle aree parco, gabbie per la cattura degli animali. E anche rendere indispensabile il controllo sanitario dei capi abbattuti, per garantire continuità agli allevamenti domestici presenti a livello territoriale, sanzionando pesantemente chi lo evadesse”.

“Il diffondersi dell’infezione potrebbe compromettere irrimediabilmente l’economia del nostro territorio. Per questo occorre risolvere al più presto il grave problema dell’eccessiva presenza di ungulati, che costituiscono non solo un grave problema per il settore suinicolo, ma possono rappresentare anche un grande rischio per la circolazione stradale. Il 31 gennaio termina il periodo di attività venatoria: occorre per queste cause prorogarlo di almeno 90 giorni per finalità di prevenzione e sanitarie”,
conclude Bergesio.

C. S.

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