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Attualità | 27 luglio 2021, 17:11

Vaccini agli under 19: anche negli "hub" di Langhe e Roero le dosi scarseggiano

Partenza difficile per la campagna dedicata agli 11mila giovanissimi dell’Albese e Braidese. Nell’attesa delle forniture straordinarie promesse da Torino l’Asl mette in guardia sui possibili disagi, invitando a preferire la prenotazione

L'ingresso del centro vaccinale aperto nell'ospedale di Verduno

L'ingresso del centro vaccinale aperto nell'ospedale di Verduno

Il territorio dell’Asl di Langhe e Roero non fa eccezione rispetto a una partenza a rilento della campagna vaccinale che la Regione Piemonte ha specificatamente dedicato alla fascia di età dei giovanissimi.

Venerdì da Torino era arrivato l’annuncio che a partire da lunedì 26 luglio tutti i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 19 anni avrebbero potuto ottenere la somministrazione del siero senza bisogno della preadesione, presentandosi quindi in "accesso diretto" agli hub delle proprie Asl di appartenenza.

Una decisione che però deve aver messo in qualche difficoltà le sedi della sanità locale, considerato che i rifornimenti di dosi del farmaco Pfizer (l’unico al momento autorizzato da Ema e Aifa per questa classe di età, mentre quello Moderna ha ottenuto il via libera dell’autorità europea, ma attende ancora l’ok di quella nazionale) non sono nel frattempo aumentati e che la modalità di somministrazione senza prenotazione era stata al contempo introdotta anche per gli over 60 e il personale della scuola.  

E’ così successo che l’Asl di Cuneo abbia deciso di attendere tempi migliori, rimandando ragazzi e famiglie a prenotarsi sul portale "Il Piemonte ti vaccina" (LEGGI QUI). E non troppo diversa è stata la situazione creatasi nelle sedi della Cn2 di Alba e Bra.

"Anche noi abbiamo avuto qualche difficoltà proprio in relazione alla mancanza di dosi sufficienti a fare fronte a tutte le somministrazioni già programmate – ci conferma il direttore sanitario della Cn2, dottor Mario Traina –. Abbiamo comunque tenuto aperto anche questo nuovo servizio e nella giornata di ieri siamo riusciti a vaccinare qualche decina di ragazzi. Ad altri e alle loro famiglie abbiamo invece dovuto spiegare che non c’erano più farmaci a sufficienza, purtroppo, provvedendo a programmarli per una somministrazione prevista a strettissimo giro. Per questo, nell’attesa di ricevere il supplemento di forniture intanto assicuratoci dalla Regione, almeno per il momento ci troviamo a invitare gli interessati a preferire il percorso di prenotazione disponibile sul portale 'Il Piemonte ti vaccina’. Questo soprattutto per evitare possibili disagi soprattutto a chi magari arriva nei nostri hub di Alba, Bra e Verduno dovendo fare qualche chilometro".

Insomma, l’accesso diretto rimane aperto e possibile, ma in questo momento è difficile assicurarlo a tutti coloro che si presenteranno nei centri vaccinali di Verduno e delle case della salute di Alba e Bra, considerato anche che sul territorio di competenza della Cn2 la platea di utenti compresi tra i 12 e i 19 anni di età conta qualcosa come 11mila persone. Fino a nuove indicazioni è quindi conveniente preferire la prenotazione.

Se la voglia di vaccinarsi dei giovanissimi rimane comunque una buona notizia, non sembrano dare per il momento troppe soddisfazioni le particolari attenzioni che Regione e aziende sanitarie vanno riservando agli ultra60enni ancora restii alla somministrazione. Pochi infatti quelli che nell’Albese e Braidese hanno per ora raccolto l’invito che l’Asl ha rivolto loro anche tramite una comunicazione personalizzata.

"Al momento è così e certamente è un peccato – commenta a proposito il dottor Traina –, anche perché i dati sull’efficacia del vaccino che possiamo osservare sono particolarmente confortanti. Il vaccino protegge e protegge davvero tanto, non tanto nei confronti dell’infezione in sé, ma degli effetti clinici e morbigeni del virus, consentendo di evitare i ricoveri che abbiamo visto durante lo scorso anno e mezzo".

A Verduno, per la cronaca, i pazienti Covid ricoverati in questo momento sono sempre due, lo stesso numero da diversi giorni e in entrambi i casi si tratta di persone anziane, arrivate dal Dea dell'ospedale per altre problematiche e delle quali è stata verificata la positività al virus durante le operazioni di pre-triage.

Ezio Massucco

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