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Attualità | 31 marzo 2021, 09:12

Fiducia nel mondo del lavoro: a marzo attese oltre 25mila assunzioni, in crescita sul 2020. Ma un'azienda su tre non trova

L'aumento delle necessità delle aziende è del 46,2%, ma resta inferiore dell'11,4% rispetto al 2019. Il 78% saranno dipendenti. Tira soprattutto l'edilizia. Gli introvabili? Specializzati in chimica, informatica e fisica

Foto di Jon Kline da Pixabay

Foto di Jon Kline da Pixabay

Il mondo dell'occupazione conferma le buone sensazioni che nei giorni scorsi hanno caratterizzato già le previsioni di Api Torino e di Unione Industriale di Torino e Confindustria Piemonte. Il 2021 può essere davvero l'anno della ripartenza, visto che secondo l'indagine di Unioncamere-Excelsior, a marzo 2021 le necessità di assunzione da parte delle imprese piemontesi è addirittura del 46,2% superiore al dato del 2020.

Un segnale di grande impulso, rispetto all'anno scandito dalla crisi del Covid, ma che rimane ancora inferiore alla "normalità": quel 2019 che si piazza 11,4 punti percentuali al di sopra.

A marzo si supera la soglia delle 25mila assunzioni

In dettaglio, sono circa 25.060 i contratti programmati dalle imprese piemontesi, ovvero 7.910 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma 3.220 unità in meno rispetto al 2019, quando l’economia non era ancora stata investita dalla pandemia da Covid-19.
Il 78% riguarderà lavoratori dipendenti, mentre il 22% sarà rappresentato da lavoratori non alle dipendenze. Nel 31% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 69% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita). Il 16% è costituito da laureati, il 34% da diplomati, mentre le qualifiche professionali e l’assenza di un titolo specifico pesano entrambi il 24%.

 

Se si allarga il ragionamento al trimestre marzo-maggio 2021, gli ingressi stimati nel mondo del lavoro saranno circa 69.360.

          

Sono soprattutto i Servizi a cercare

In uno scenario caratterizzato ancora dalle restrizioni per il Covid e dall’incertezza legata all’andamento della campagna vaccinale, sono, ancora una volta, i servizi a formare la fetta più consistente della domanda di lavoro (60%, dato in forte calo però rispetto al 68% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente). Il comparto manifatturiero, invece, genera circa il 28% della domanda di marzo 2021 mentre il settore edile, grazie anche ai nuovi incentivi, segna oltre 3mila entrate programmate nel mese di marzo e poco meno di 9mila per l’intero trimestre marzo maggio 2021.

Il 21% delle entrate previste per marzo 2021 nella nostra regione sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, il 37% sarà costituito da operai specializzati e conduttori di impianti, il 31% riguarderà impiegati, professioni commerciali e dei sevizi e l’11% profili generici.

A livello di area di funzionamento il peso maggiore è dato dalla produzione beni ed erogazione servizio (39%), segue l’area commerciale e vendita (19%) e quella tecnica e di progettazione (20%), la logistica si attesta all’11%, seguita dall’area amministrativa con il 6% delle entrate previste.

Chi sono gli introvabili? Tocca a un'azienda su tre

Anche se la fame di lavoro è piuttosto diffusa, restano alcune categorie professionali particolarmente difficili da trovare. In 35 casi su 100 le imprese piemontesi prevedono, infatti, di avere difficoltà a trovare i profili desiderati, quota superiore rispetto a quella media nazionale (32%).

Le professioni più difficili da reperire in regione, così come a livello nazionale, a marzo 2021 sono gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche.

Massimiliano Sciullo

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