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Attualità | 19 marzo 2021, 10:15

19 marzo, perché questo giorno è la Festa del papà?

La storia, le curiosità, le tradizioni. Tutte le risposte e non solo

19 marzo, perché questo giorno è la Festa del papà?

È la Festa del papà anche con il Coronavirus. Anzi, è proprio in questo momento storico così complesso che, seppur a distanza per molti, è importante festeggiare i nostri papà. C’è chi festeggerà con video chiamate o messaggi sui social. Noi vogliamo ripercorrere la storia e le origini della Festa del papà che ricorre, ogni anno, il 19 marzo.

San Giuseppe, sposo di Maria è il protettore dei falegnami, che da sempre sono i principali promotori della sua festa. Non ci sono leggende millenarie, ma storie più recenti: la più antica risale circa a un secolo e mezzo fa, ma è dai primi del Novecento che l’usanza di onorare i padri di famiglia comincia a diffondersi in tutto il mondo. Fu comunque la Chiesa cattolica, per prima, ad associare una celebrazione alla figura del papà, ancora nel XIX secolo: risale al 1871 la “nomina” di San Giuseppe quale “protettore dei padri di famiglia”.

Ma la vera storia della Festa del papà moderna comincerà in realtà qualche decennio più tardi, in una piccola chiesa protestante degli Stati Uniti. Oltreoceano la festa cade nel mese di giugno, ma per un motivo molto semplice (e tutt’altro che religioso): era il giorno del compleanno del marito della signora Sonora Smart Dodd, al quale per consuetudine si deve la paternità (scusate il gioco di parole) della festa che oggi tutti conosciamo, o quasi.

Poi, solamente quando la Festa del papà giunse anche in Italia, si decise che sarebbe stato più adatta festeggiarla il giorno della Festa di San Giuseppe. In effetti San Giuseppe è il Padre di Gesù, custode della Sacra Famiglia e, quindi, questa scelta non stupisce in un paese di tradizione cattolica.

Ma se in Italia si celebra il 19 marzo, quando si festeggia nel mondo? Girovagando tra le usanze del globo, scopriamo che in Serbia si festeggia il 6 gennaio e in Russia il 23 febbraio (che è il giorno dedicato ai “difensori della patria”). La Festa del papà cade in primavera, tra maggio e giugno, in Paesi come Austria, Belgio, Danimarca, Romania e Svizzera, dove appunto è considerata una festività a tutti gli effetti.

Nella maggior parte del mondo, la festa di San Giuseppe è la terza domenica di giugno: dagli Stati Uniti a Singapore, dal Sudafrica all’Argentina, dalla Cina alla Francia. Cade nel mese di novembre in tutta la Scandinavia, più l’Estonia: in Thailandia si commemora il 4 dicembre, che è l’anniversario della nascita di re Bhumibol Adulyadej. Infine in Bulgaria, dove la si festeggia il 26 dicembre.

Curiosità su San Giuseppe. Nel Martirologio Romano, 19 marzo, n. 1, si legge: «Solennità di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria: uomo giusto, nato dalla stirpe di Davide, fece da padre al Figlio di Dio Gesù Cristo, che volle essere chiamato figlio di Giuseppe ed essergli sottomesso come un figlio al padre. La Chiesa con speciale onore lo venera come patrono, posto dal Signore a custodia della sua famiglia».

I primi a celebrarla furono dei monaci benedettini nel 1030, seguiti dai Servi di Maria nel 1324 e dai Francescani nel 1399. Venne poi promossa dagli interventi dei papi Sisto IV e Pio V, ed estesa a tutta la Chiesa nel 1621 da Gregorio XV. Fino al 1976 il giorno in cui la Chiesa ricorda San Giuseppe era considerato in Italia festivo anche agli effetti civili, ma ciò venne eliminato con la legge n. 54 del 5 marzo 1977, mentre in Canton Ticino, in altri cantoni della Svizzera e in alcune province della Spagna, questo giorno è festivo agli effetti civili.

Nel 2008 sono stai presentati alcuni disegni di legge per il ripristino delle festività soppresse agli effetti civili: San Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini, Santi Pietro e Paolo e il lunedì di Pentecoste. San Giuseppe, in quanto archetipo del padre, nella tradizione popolare protegge anche gli orfani, le giovani nubili e i più sfortunati. In accordo con ciò, in alcune zone della Sicilia, il 19 marzo è tradizione invitare i poveri a pranzo. In altre aree la festa coincide con la festa di fine inverno: come riti propiziatori, si brucia l’incolto sui campi da lavorare e sulle piazze si accendono falò da superare con un balzo.

Anche il dolce tipico della festa, la zeppola, raccoglie una tradizione biblica. L’origine è nella storia della fuga in Egitto. Per mantenere la famiglia in quel periodo Giuseppe dovette vendere frittelle.

Silvia Gullino

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