L'Italia riparte da un fiore, sbocciato da poche ore e destinato a rimanere rigoglioso per diversi mesi. La campagna vaccinale per contrastare la pandemia da Covid19 avrà come simbolo una primula.
Sarà lunga e articolata, destinata a terminare negli ultimi mesi del 2021.
Circa un anno di lavoro, dunque, per il personale sanitario che da ieri ha avuto a disposizione le prime 9.750 dosi di antidoto prodotto da Pfizer e BioNTech, il primo approvato dall'EMA, distribuite nelle varie regioni. A queste se ne aggiungeranno 470mila alla settimana fino a fine marzo e altre prodotte dalle diverse case farmaceutiche che stanno lavorando per fornire più armi in questa battaglia al virus.
Il piano prevede quattro fasi, per un anno di lavoro, ognuna dalla durata di tre mesi, partendo ora, nel periodo da gennaio a marzo, dal coinvolgimento di medici, infermieri, operatori sociosanitari, degenti nelle Rsa e ultra80enni, per un totale di oltre 6 milioni e mezzo di persone.
Ad aprile dovrebbe entrare nel vivo una seconda fase, per arrivare a coprire entro fine giugno una grande parte della popolazione italiana. Verranno qui coinvolti pazienti con patologie croniche a rischio e immunodeficienza, personale scolastico a rischio e over 60, stimati in oltre 21 milioni di unità.
Immunizzata la porzione di popolazione finora maggiormente colpita dal Coronavirus, si procederà (da luglio a settembre) via via a proteggere le fasce considerate meno a rischio ma esposte in maniera più sensibile al contatto col pubblico, come il restante personale scolastico e le Forze dell'ordine, e coloro che soffrono di patologie croniche a medio rischio.
Nella quarta e ultima fase invece, quella prevista da ottobre alla fine dell'anno, la vaccinazione dovrebbe arrivare a compimento con il coinvolgimento del resto della popolazione senza vincoli di età né di condizioni di salute.
La battaglia è cominciata, servirà ancora un anno di pazienza per poter tornare a vivere le prossime Festività si spera finalmente fuori dal tunnel della pandemia.




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