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Politica | 08 settembre 2020, 16:41

Ferrovia Asti-Alba, la Regione intona il "de profundis". Gabusi: "Quella linea non ha futuro"

A Palazzo Lascaris l'ex sindaco albese Marello interroga l’assessore ai Trasporti sulle tante tratte ridimensionate dopo il lockdown: "E’ ancora tale o dobbiamo considerarlo il liquidatore del sistema ferroviario piemontese?"

La stazione ferroviaria di Alba (archivio)

La stazione ferroviaria di Alba (archivio)

Nel corso della seduta odierna del Consiglio regionale Maurizio Marello ha presentato un’interrogazione a risposta immediata avente per oggetto la riattivazione delle tratte ferroviarie Bra-Cavallermaggiore, Alba-Asti-Nizza e altre corse sospese in provincia di Cuneo, Asti, Alessandria e Biella.

La linea ferroviaria Bra-Cavallermaggiore (31 treni giornalieri), al centro dell’attenzione negli ultimi giorni, è stata infatti chiusa in ottemperanza a provvedimenti di prevenzione del Covid 19 ai quali non è seguito, però, nonostante il via libera del Governo arrivato a maggio, un ritorno alla normalità.

Nell’orario ufficiale che entrerà in vigore dal 9 settembre (domani) si segnalano ulteriori modifiche: non figurano più tutte le corse sulla tratta Savigliano-Saluzzo (16 treni giornalieri); si perdono collegamenti tra Cuneo e Torino, tra Fossano e Torino, Mondovì e Ceva perdono treni per Fossano e Torino; Bra perderà il primo e l’ultimo treno giornaliero per Torino; la Cuneo-Ventimiglia chiude il servizio verso Limone Piemonte (alle 15 e 25 della domenica e alle 19:25 del sabato); la Fossano-San Giuseppe perde una coppia di treni il sabato e tre coppie la domenica; le corse per Biella subiscono una significativa riduzione così come quelle della linea Asti-Acqui Terme.

Nei giorni scorsi il vicepresidente regionale Fabio Carosso ha sostenuto inoltre la definitiva soppressione della Alba-Asti-Nizza, chiusa dalla Giunta Cota nel 2012 in favore della sua trasformazione in pista ciclabile.

L'esponente albese del Partito Democratico ha quindi interrogato l’assessore competente per conoscere quali precisi provvedimenti intenda assumere in merito. In particolare, alla luce dei dati, rivolgendosi all’assessore Marco Gabusi, Marello ha rilevato che questi si stia atteggiando "più da commissario liquidatore (per conto della giunta Cirio) del Servizio di Trasporto Ferroviario piemontese che da assessore dei Trasporti".
"A un anno dall’insediamento della Giunta non si vede alcun progetto in merito al trasporto pubblico - ha proseguito il consigliere albese -. La mobilità sostenibile si fa solo a parole e i cittadini pagano tutti questi disservizi".

A tale interrogazione ha risposto l’assessore, trattando in particolare la questione della Alba-Asti-Nizza: "Dallo studio pubblicato nel 2018 si capisce come quella tratta costi 3 milioni di euro all’anno in più del trasporto su gomma: risorse che non abbiamo a disposizione", ha proseguito. "Investire tali somme, così come chiedere a Rfi di investirle, significherebbe penalizzare altri territori per un progetto che a nostro avviso non ha futuro", ha concluso Gabusi.  

Una risposta "non soddisfacente", per Marello, che denuncia "la mancanza di una progettualità in chiave economica e ambientale volta a potenziare il servizio ferroviario". "L’Alba-Asti-Nizza – prosegue l’ex sindaco albese – non ha soltanto valenza di servizio, ma anche turistico-economica, si tratta di un corridoio strategico dal Basso Piemonte verso Milano: solo potenziandola i cittadini potranno utilizzarla di più e meglio".

Per quanto riguarda le altre corse soppresse – fa sapere ancora il consigliere – "l’assessore ha dichiarato che alcune saranno ripristinate ma non tutte, poiché i numeri esigui di passeggeri non consentiranno una ripresa della totalità dei percorsi".

Redazione

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