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Provincia | 04 settembre 2020, 14:33

Coldiretti Cuneo sulla carne bovina piemontese: "Speculazioni inaccettabili, si riconosca il valore di una razza storica"

Roberto Moncalvo: "Situazione insostenibile frutto non solo della pandemia, ma di comportamenti inaccettabili da parte di macelli e GDO"

Foto generica

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Prezzi troppo bassi e mancati ritiri dei capi: è critica la situazione per gli allevatori cuneesi di bovini di razza Piemontese. L’allarme arriva da Coldiretti, che denuncia le speculazioni a danno di una razza storica, che si colloca a pieno titolo come prima razza autoctona a livello nazionale per numero di capi.

Nella Granda, culla della razza Piemontese, sono 220mila i capi allevati, su un totale di 315.000 con un fatturato che arriva a 500 milioni di euro.

È una situazione insostenibile – dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – che scaturisce da un periodo difficile causato dalla pandemia, ma che, soprattutto, è frutto di speculazioni inaccettabili da parte dei macelli e della GDO. Proprio quest’ultima dice di voler valorizzare il prodotto italiano per poi piazzare troppo spesso sugli scaffali carne straniera di capi nati ed allevati in altri Paesi. Per questo è fondamentale che i consumatori, per compiere una vera scelta consapevole, leggano attentamente l’etichetta dei prodotti che acquistano da portare in tavola”.

La razza bovina Piemontese – ricorda il Direttore di Coldiretti Cuneo Fabiano Porcuha ottenuto l’IGP per il Vitellone Piemontese dalla Coscia e testimonia una tradizione alimentare unica, oltre a tutelare un grande patrimonio dal punto di vista della biodiversità, dell’ambiente e dell’economia. È, insomma, un fiore all’occhiello per il nostro territorio che tutta la filiera deve impegnarsi a valorizzare”.

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