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Alba | 21 aprile 2020, 14:18

Coronavirus, anche la Chiesa prepara la sua "fase 2": novità in arrivo per Messe e funerali

Funerali, battesimi e matrimoni con la presenza dei soli familiari stretti, volontari che garantiscano la distanza durante le Messe, uso dei dispositivi di protezione. Sono un possibile punto di partenza

I Battuti Neri a Bra

I Battuti Neri a Bra

Dobbiamo tornare ad abitare la Chiesa, il Paese ne ha un profondo bisogno, c’è una domanda enorme e rispondere significa dare un contributo alla coesione sociale”, sono le parole del sottosegretario Cei, don Ivan Maffeis.

La Conferenza episcopale italiana è al lavoro in vista della fase 2 dell’emergenza Coronavirus per adeguare la celebrazione delle Messe e degli altri riti religiosi al graduale ritorno alla normalità che si profila all’orizzonte. Ovviamente, fino a quando non sarà cessata l’allerta, adottando le dovute precauzioni.

Dunque, Messe con volontari che garantiscano le distanze, funerali, battesimi e matrimoni con la presenza dei familiari stretti, qualche incontro di comunità facendo uso dei dispositivi di protezione (mascherine, guanti…), l’igienizzazione dei locali.

Un pacchetto di proposte che la Cei metterà a breve sul tavolo del Governo. Con la speranza di poter riprendere già dopo il 3 maggio. “Sappiamo tutti che il 4 maggio - ha detto don Maffeis - l’emergenza non sarà finita, ma se aspettiamo che finisca possiamo mettere in soffitta per sempre la vita ecclesiale. Per questo chiediamo che ci venga riconosciuta la possibilità di riprendere, certamente senza sconti, sarebbe irresponsabile. Però noi chiediamo che venga data una risposta alle attese di tanta gente”.

Il Covid-19 ha obbligato ad una serrata anche per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche. I parroci trasmettono le funzioni via web. I riti pasquali sono stati a porte chiuse. Per molti fedeli una sofferenza nella sofferenza.

Una delle cose che ci sta più a cuore - ha aggiunto il sottosegretario Cei - è il congedo dei defunti. Non possiamo lasciare che un’intera generazione, e i loro familiari, siano privati del conforto sacramentale e degli affetti, scomparendo dalla vita, e improvvisamente diventando invisibili. Ci deve essere la possibilità di celebrare i funerali, magari solo con i familiari stretti, non possiamo non essere vicino a chi soffre. Troppe persone stanno soffrendo, perché la morte di un caro oggi è come un sequestro di persona, certo motivato, ma dobbiamo farci carico di questo dolore dal punto di vista umano oltre che cristiano”.

Allo stato attuale, la Cei ricorda che “ Non è prevista la chiusura delle chiese, fatta salva una diversa decisione da parte dell’Ordinario” e comunica “di poter continuare nella linea degli orientamenti condivisi lo scorso 25 marzo, dove si propone che per un minimo di dignità alla celebrazione, accanto al celebrante sia assicurata la partecipazione di un diacono, di chi serve all’altare, oltre che di un lettore, un cantore, un organista e, eventualmente, due operatori per la trasmissione streaming”.

 

Quanto alla possibilità per il fedele di recarsi in chiesa per un momento di preghiera personale, il chiarimento era arrivato con una risposta pubblicata nel sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri (15 aprile): “ L’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, intendendo tale spostamento per quanto possibile nelle prossimità della propria abitazione. Possono essere altresì raggiunti i luoghi di culto in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la prevista autodichiarazione. Resta ferma tuttavia la sospensione di tutte le cerimonie, anche religiose”, almeno per ora.

Intanto è tutto pronto per la serata di preghiera per l’Italia, in programma domani, mercoledì 22 aprile, alle ore 21, dal Santuario della Beata Vergine di San Luca, a Bologna. È l’iniziativa promossa dalla Cei in collaborazione con i media cattolici, che invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi virtualmente per recitare insieme il Rosario, trasmesso da Tv2000, Radio InBlu e in diretta Facebook.


Silvia Gullino

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