Il tema degli stagionali della frutta continua a tenere banco: si teme la mancanza di manodopera viste le ripercussioni dell'emergenza covid-19. In provincia di Cuneo - come evidenziato da Targatocn.it nell'articolo a firma di Sergio Peirone questa mattina - sono oltre 10.000 solo nella “Granda” gli stagionali assunti ogni anno dalle strutture rurali. Un lavoro che parte da giugno e dura fino a metà novembre e svolto, negli ultimi anni, soprattutto da persone straniere: soprattutto romeni, albanesi, macedoni, marocchini e indiani.
Tra le soluzioni auspicate dalle associazioni datoriali del mondo agricolo e cooperativo c'è l'agevolazione degli stranieri stagionali e l'introduzione dei voucher semplificati per studenti, pensionati, disoccupati e cassaintegrati italiani che intendano dedicarsi al lavoro nella raccolta della frutta e dell’uva.
Proprio sul tema dei voucher è di poco fa la nota diffusa dalle organizzazioni sindacali del comparto agroalimentare Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.
"Esprimiamo, come già due anni fa, la nostra contrarietà alla proposta. - si legge nella nota unitaria - Per noi non è credibile rispondere alla necessità di manodopera in agricoltura con uno strumento che precarizza il lavoro e che risulta improprio, in quanto previsto per il solo lavoro accessorio e non per il lavoro ordinario."
"Uno strumento che consideriamo lesivo della dignità dei lavoratori agricoli che, a maggior ragione in questo momento di emergenza, dovrebbero vedere riconosciute le piene tutele contrattuali, oltre alle misure di sicurezza previste dal Governo - continua la nota - Non è con questo tipo di scorciatoie che si può pensare di gestire il lavoro nel settore primario per supplire alla carenza di manodopera."
"La stagione della raccolta a Saluzzo - si legge - sta per iniziare e quest’anno più di altre volte ci saranno criticità di alloggiamento e il rischio di un aumento di fenomeni quali: intermediazione irregolare o impropria di manodopera, lavoro irregolare, caporalato con conseguente concorrenza al ribasso tra lavoratori. In attesa di conoscere i tempi della fase 2 dell’emergenza Covid, riteniamo che vada data una risposta chiara e trasparente al mondo agricolo: una lista pubblica di raccolta del fabbisogno di manodopera delle aziende e di disponibilità dei lavoratori stagionali.
In considerazione delle difficoltà economiche a cui andremo incontro dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria è indispensabile che ai lavoratori, aldilà della provenienza e della cittadinanza, vadano garantite regole certe per il collocamento e l’applicazione integrale dei contratti collettivi di riferimento."
"A parer nostro sono da evitare scenari nei quali il probabile arrivo di lavoratori venga derubricato a problema di ordine pubblico, crediamo sia necessario che le autorità competenti , Prefettura, Protezione Civile e Comuni, agiscano di concerto per gestire la situazione alloggiativa e garantire un presidio medico permanente nella zona di concentramento dei lavoratori stagionali. Dalla crisi si esce attraverso il lavoro e il rispetto della legalità."













