La rapina in villa andata in scena alla vigilia di Natale sulla prima collina albese (leggi qui) è seguita di poche settimane all’operazione con la quale i Carabinieri albesi avevano messo le mani su una banda specializzata nei furti in abitazione accusata di oltre quaranta colpi in una vasta zona compresa tra l’Albese, l’Astigiano e il Carmagnolese.
All’indomani degli arresti l’operazione era stata anche al centro di un incontro sulla sicurezza tenutosi nella frazione albese di San Rocco Seno d’Elvio, tra le zone maggiormente prese di mira dai ladri. All’incontro – insieme al comandante della Compagnia Carabinieri di Alba, capitano Giacomo Conte, accompagnato al comandante di Stazione, maresciallo Claudio Grosso – aveva preso parte anche l’assessore albese Marco Marcarino, che aveva approfittato dell’occasione per illustrare quanto previsto con la prossima entrata in funzione del sistema di video sorveglianza di cui la capitale delle Langhe andrà a dotarsi entro la fine di marzo.
Proprio al 31 marzo 2020 è infatti fissato il termine entro il quale – nel rispetto di quanto richiesto dal Ministero degli Interni con l’erogazione del relativo finanziamento - il Comune di Alba dovrà provvedere alla messa in funzione del complesso apparato che la capitale delle Langhe ha progettato ispirandosi a quanto in funzione ormai da alcuni anni nella lombarda Lecco: un esperimento, quello replicato ai piedi delle Langhe, che rappresenterebbe il primo di questo tipo in Piemonte.
Una novità della quale si parla ormai da qualche tempo. Da quando cioè l’Amministrazione guidata allora da Maurizio Marello concorse al bando col quale il Viminale puntava a incentivare l’adozione da parte degli enti locali italiani di innovativi sistemi di controllo del territorio a disposizione delle forze dell’ordine. Vinta la gara e ottenuti da Roma fondi per oltre 90mila euro, su un totale di spesa di 238mila, sotto la nuova Amministrazione a guida Carlo Bo il Comune ha effettuato la prevista gara per la materiale realizzazione del sistema, assegnando l’appalto alla ditta Rps Gavuzzi di Alba.
Nei primi giorni del 2020, presso la rotatoria del rondò, sono stati effettuati i lavori propedeutici alla posa di uno dei "varchi" sui quali insisteranno gli occhi elettronici collegati al Sistema Centralizzato Nazionale Targhe e Transiti, e capaci quindi di rilevare in tempo reale la presenza di veicoli segnalati come sospetti o non in regola con gli adempimenti relativi all’assicurazione obbligatoria o alla revisione periodica.
Gli altri passaggi controllati verranno posizionati lungo gli altri accessi cittadini: quelli di corso Cortemilia, di viale Cherasca provenendo da Altavilla, di località Rivoli per chi arriva in città da Diano d’Alba, di corso Barolo (San Cassiano) e di corso Nebbiolo (rotonda della Vigna). Quanto di anomalo si verificherà sotto l’attento occhio delle telecamere verrà segnalato alle tre centrali operative collegate al sistema: quella del Comando Carabinieri di Alba, quella della Questura di Cuneo e quella in fase di allestimento presso la sede della Polizia Municipale di Alba, che stante la necessità di fare posto al nuovo spazio si appresta a tornare nell’antica sede posta al piano terreno del municipio.
Nelle intenzioni dell’assessore Marcarino, le telecamere che andranno a collegarsi al sistema saranno ben di più di quelle in ora in corso di installazione: "Vogliamo sfruttare questa occasione per fare di Alba una vera 'smart city', approfittare delle possibilità oggi offerte dalle tecnologie del 5G e della cosiddetta intelligenza artificiale per dotare la nostra città di oltre 1.500 telecamere di nuova generazione, dotate di sensori capaci di rilevare anche fenomeni di inquinamento ambientale, acustico e persino la presenza di incendi, grazie a sensori di temperatura. A questi terminali si aggiungeranno poi quelli messi a disposizione dai privati che riterranno di partecipare alla rete comunale, rete per la quale ho peraltro già ricevuto numerose richieste di informazioni anche da Comuni vicini, desiderosi di poterne fare parte".
Un progetto particolarmente ambizioso, visto che una simile dotazione, al netto degli interventi realizzati dai privati, richiederebbe un investimento nell’ordine dei 2 milioni di euro, per finanziare i quali Marcarino guarda alle possibilità offerte da due bandi regionali relativi a sicurezza e monitoraggio dell’inquinamento ambientale: "Ovviamente questo progetto vedrà attuazione una volta avuta sicuri del finanziamento, ma i primi contatti avuti in questo senso con la Regione sono stati positivi. Nulla vieta comunque di partire con una prima sperimentazione, estendendo la zona video sorvegliata ad aree particolarmente sensibili, come i giardini della stazione ferroviaria, quelli di via Roma e la Zona H".
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