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Cronaca | 23 settembre 2019, 10:05

Rischia sei mesi di carcere per il vino nelle salsicce, lo salvano i giudici della Corte d’Appello

Titolare di una macelleria nel Roero era stato condannato a 6 mesi di reclusione senza sospensione condizionale della pena per i solfiti trovati nella preparazione alimentare. Ora l’assoluzione

Foto di repertorio (da Fb)

Foto di repertorio (da Fb)

In primo grado era stato condannato dal Tribunale di Asti, che al termine di un processo svoltosi con rito abbreviato gli aveva inflitto una pena pari a 6 mesi di reclusione e a una multa di 400 euro, non concedendogli la sospensione condizionale della pena e senza benefici di legge.

Ora, a due anni di distanza da quel pronunciamento, e a cinque dallo svolgersi dei fatti contestati, la 4ª sezione della Corte d’Appello di Torino ha riformato quella sentenza, mandando assolto il 50enne titolare di una macelleria del Roero che era finito alla sbarra con una pesante duplice imputazione: commercio di alimenti nocivi, per aver messo in vendita presso il proprio esercizio salsicce fresche contenenti sostanze considerate pericolose per salute pubblica, e contravvenzione della legislazione alimentare, per aver impiegato nella preparazione delle stesse solfiti, additivi chimici non consentiti dai decreti ministeriali.

Il Tribunale astigiano, nel negare i benefici di legge, aveva osservato che, se quell’alimento fosse stato consumato da un individuo allergico, la sua ingestione avrebbe potuto procurargli uno shock anafilattico, con conseguenze anche importanti.  

Una tesi condivisa anche dal procuratore generale della Corte d’Appello, che infatti aveva chiesto per l’uomo la conferma della condanna di primo grado.

All’esito della discussione tenutasi nei giorni scorsi, il giudice di secondo grado ha invece riformato quella prima sentenza, assolvendo l’imputato dal delitto di commercio di sostanze nocive ed erogando per la contravvenzione (per aver impiegato solfiti) una pena pecuniaria pari a 300 euro.

Ovviamente soddisfatto il commento degli avvocati albesi Roberto e Matteo Ponzio, difensori del commerciante roerino: "La Corte ha accolto la tesi difensiva avallata anche dal consulente medico legale, il dottor Lorenzo Varetto, secondo cui la presenza di solfiti non poteva determinare un rischio per la salute, come riprova anche il fatto che in altri Paesi europei, ad esempio in Gran Bretagna e in Spagna, il quantitativo contestato è perfettamente legale. Nel caso di specie peraltro i solfiti rilevati nell’alimento non erano stati aggiunti dal nostro cliente, ma si trovano presenti nel vino utilizzato nella produzione e dichiarato in etichetta".

Ezio Massucco

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