Latrati continui, a ogni ora del giorno e della notte. Cumuli di rifiuti ed escrementi da cui si levano odori nauseabondi. I controlli delle autorità competenti, tuttavia, non hanno riscontrato irregolarità nella gestione degli animali: così, il "Nuovo Rifugio Emma" di San Michele Mondovì continua a svolgere la propria attività e ad accogliere animali bisognosi o strappati alla vivisezione.
Al momento, il computo totale dei suoi ospiti (salvo variazioni avvenute nelle ultime ore) ingloba 28 cani, 12 gatti, 4 tartarughe, 2 topi, un cavallo e una pecora: superate le 40 unità complessive. Così, i residenti di borgata Castello, località in cui sorge la struttura, dotata di un ampio cortile, sono passati al contrattacco, per denunciare e tentare di debellare una situazione a loro non gradita, che perdura dal mese di agosto dell'anno 2018, quando Sonia Auci, titolare del rifugio, si è trasferita con la famiglia da Milano per esportare in landa monregalese la propria mission in favore della salute e del benessere degli animali.
Ben presto, però, sono iniziate le schermaglie: dapprima verbali, con il vicinato, con presunte minacce di morte indirizzate alla donna, poi scritte, con esposti e querele in sospeso.
A inquadrare meglio la situazione è Domenico Michelotti, sindaco di San Michele Mondovì: "È una questione spiacevole - afferma -, alla quale stiamo lavorando da 10 mesi, dal momento che i problemi sono cominciati sin da subito. Ci siamo attivati con l'Asl di Cuneo, coinvolgendo ripetutamente l'ufficio igiene, la forestale, i vigili. Gli animali si trovano in buone condizioni, sono tenuti bene, abbiamo le mani legate. Purtroppo, però, questo non è stato compreso fino in fondo dagli abitanti di borgata Castello, e questo mi dispiace profondamente: abbiamo infatti ricevuto una lettera da parte del loro legale rappresentante in cui si sottolineava la nostra inoperosità. Eppure, al tempo stesso, la signora Auci parlava di una denuncia nei nostri confronti per i troppi controlli subiti. Inoperosi per alcuni, eccessivi per gli altri: chi ha ragione?".
Nel frattempo, il primo cittadino ha emesso alcune ordinanze: "Abbiamo dato 48 ore di tempo al rifugio per rimuovere i mucchi di letame presenti e spostarli ad almeno 50 metri di distanza dalle case, ma il provvedimento è stato ignorato e i carabinieri hanno provveduto a segnalare la cosa alle autorità competenti. Inoltre, entro 60 giorni (periodo di tempo tuttora in corso) la signora Auci deve provvedere a mettere a norma il sistema fognario: riceverà un controllo da parte della Procura per verificare il persistere di eventuali inadempienze".
Sonia Auci, intanto, ha subìto un rinvio a giudizio e avrebbe deciso di presentare una querela per diffamazione contro un novero di persone, fra le quali risulta anche il sindaco Michelotti.













