Cherasco si conferma palcoscenico privilegiato del dialogo tra scuola e impresa: venerdì 15 maggio il Teatro Salomone ha ospitato la nuova edizione di Cherasco Storia, l’appuntamento annuale organizzato da Confindustria Cuneo e dal Comune di Cherasco che riunisce imprenditori del territorio e studenti degli istituti superiori della provincia.
L’incontro ha inaugurato un intenso fine settimana dedicato alla cultura, alla storia e al racconto, in occasione della seconda edizione del Festival “Cherasco tra le Storie”, manifestazione che anima la città con nuove voci, testimonianze e prospettive, valorizzando il racconto come esperienza condivisa e occasione di confronto tra generazioni.
Alla mattinata hanno partecipato le studentesse e gli studenti degli istituti Velso Mucci di Bra, dell’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore Ernesto Guala di Bra e dell’Istituto professionale CNOS-FAP di Bra.
L’iniziativa, che prosegue dal 2021, ha come obiettivo primario quello di costruire un dialogo tra il mondo della scuola e quello dell’impresa, offrendo ai giovani spunti, strumenti e chiavi interpretative per orientarsi nella scelta del proprio percorso formativo e professionale.
Dopo i saluti del sindaco del Comune di Cherasco, Claudio Bogetti, e dell’assessora alla Cultura Mara De Giorgis, il presidente di Confindustria Cuneo, Mariano Costamagna, ha aperto il confronto introducendo il tema della mattinata, quello dell’economia civile, sottolineando come «questo incontro rappresenti un momento importante per riflettere insieme su come riuscire a coniugare competitività e centralità della persona, costruendo un modello di sviluppo sempre più inclusivo e capace di guardare al futuro». Ha poi aggiunto.«In questo percorso, un ruolo decisivo lo avete voi giovani, che siete il futuro e la forza su cui possiamo contare per rendere concreto questo cambiamento».
In questa edizione è stato scelto come filo conduttore l’economia civile, che unisce i diversi interventi e si fonda sull’idea che l’impresa non sia soltanto uno strumento per produrre profitto, ma una realtà capace di generare valore umano, sociale e territoriale. In tutti i profili emerge infatti una concezione dell’economia basata su tre elementi tipici dell’economia civile: centralità della persona, responsabilità verso la comunità e costruzione di relazioni.
Sul palco si sono alternati imprenditori che rappresentano diversi settori e visioni dell’economia.
Bruno Ceretto, imprenditore vitivinicolo d’eccellenza e presidente della Fondazione Ospedale Alba-Bra, ha rappresentato un esempio di trasformazione dell’imprenditore in promotore del bene comune. Dopo aver contribuito allo sviluppo internazionale del territorio attraverso il vino, Ceretto mette competenze, reti e risorse al servizio della sanità pubblica tramite la Fondazione Ospedale Alba-Bra. In questo caso il principio dell’economia civile appare evidente: il successo economico non viene vissuto come un traguardo individuale, ma come una responsabilità verso la comunità. La collaborazione tra imprese, cittadini e istituzioni per sostenere l’ospedale di Verduno rappresenta un esempio concreto di sussidiarietà e partecipazione collettiva.
Anche Alessia Giorgia Caramello, imprenditrice, interpreta l’impresa in chiave civile. Accanto alla gestione aziendale, promuove reti associative e culturali che favoriscono inclusione, confronto e crescita sociale. L’associazione “Donne per Cuneo” esprime un’idea di economia che non separa lavoro e vita personale, ma ricerca un equilibrio tra dimensione produttiva, benessere e pari opportunità. Qui emerge un altro principio tipico dell’economia civile: lo sviluppo economico è autentico solo se migliora anche la qualità delle relazioni e della vita delle persone.
Nel percorso di Paolo Giuggia, amministratore delegato della Giuggia Costruzioni Srl, il filo conduttore si manifesta nell’attenzione al lavoro come strumento di integrazione sociale. L’accoglienza abitativa per i lavoratori stranieri e il riferimento a Fondazione Industriali ETS,mostrano una visione dell’impresa che si prende cura non soltanto della produttività, ma anche della dignità delle persone e della coesione territoriale.
Nel caso di Marcella Brizio, vicepresidente della Fondazione DIG421, emerge invece la dimensione del welfare e della qualità della vita. I progetti legati agli spazi verdi, ai bambini, alla cultura e al benessere aziendale riflettono una concezione dell’innovazione non solo tecnologica, ma anche sociale. Imprese e fondazioni diventano così luoghi di educazione, cultura e cura delle relazioni, in piena sintonia con l’idea di economia civile secondo cui la crescita economica deve accompagnarsi allo sviluppo umano.
A concludere gli interventi, Livio Bertola, presidente nazionale di AIPEC e amministratore delegato della Bertola Srl di Marene, ha rappresentato in modo esplicito il principio della “cultura del dare”, centrale nell’economia civile. Attraverso AIPEC promuove un modello imprenditoriale fondato su responsabilità etica, attenzione ambientale e impegno verso le nuove generazioni. L’impresa viene così vista come una comunità di persone e non soltanto come un’organizzazione economica.
L’appuntamento si è concluso con un momento significativo: la consegna del Premio Internazionale Cherasco Storia a Giovani Ricercatori in Economia Civile di Banca di Cherasco e The Economy of Francesco. Il premio è stato assegnato ex aequo a Giulia Gioeli, per la sua tesi di dottorato pubblicata dalla Cambridge University Press, dal titolo “Welfare, credito e solidarietà nell’Italia premoderna”, nella quale analizza le istituzioni mutualistiche e finanziarie che si occupavano di donne, poveri e contadini tra la fine del 1400 e il 1700 nel Centro Italia, e a Giorgia Lucchini, borsista presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino e formatrice Federcasse, che ha presentato una ricerca dal taglio storico-filosofico sul concetto di “fraternità” nel discorso economico.
I premi sono stati consegnati dal presidente di Banca di Cherasco Giovanni Claudio Olivero, dal direttore Marco Carelli, alla presenza del Dottor Luigino Bruni, in riconoscimento dell’eccellenza della ricerca nel campo dell’economia civile e dell’impegno verso modelli economici consapevoli e responsabili.

















