"Riproponiamo a seguire uno degli articoli più letti della settimana. Prima uscita martedì 5 maggio.
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Mancato ricambio generazionale, costi dei carburanti e dei macchinari alle stelle e regole sempre più stringenti.
Il 2026 si configura come un annus horribilis anche per il settore delle imprese forestali, un settore che occupa migliaia di persone per operazioni di abbattimento e trasformazione che crea un importante volume economico ed occupazionale nel Cuneese.
A fare emergere tali problematiche è stato il diniego da parte della Regione Piemonte, Settore Foreste, alla richiesta di proroga dei periodi di tagli del ceduo di castagno.
"Negli ultimi tempi i problemi riscontrati sono molteplici - spiega il sindaco di Perlo, Lorenzo Benzo, esperto e lavoratore del settore - i costi dei carburanti e dei macchinari necessari per il processo produttivo, aumentati del 40%, a peggiorare la situazione sono le regole restrittive che limitano lo svolgimento di tale attività in periodi dell'anno piuttosto limitati".

"La stagione invernale è stata molto lunga, con precipitazioni nevose che dalla metà di novembre sino a fine febbraio, hanno di fatto impedito le operazioni di taglio ed esbosco in quota, a partire dai 600mt, mettendo in serie difficoltà le imprese forestali che hanno fermato del tutto la produzione - prosegue il primo cittadino -, la proroga dei tagli è stata richiesta per poter recuperare il tempo perso, durante la stagione estiva, ma con esiti negativi. Si fa difficoltà a capire perché, per ciò che concerne il ceduo di castagno, nella vicina Liguria vigono normative che prevedono periodi di taglio molto più estesi, non è previsto il rilascio di copertura (non parliamo di fustaie, ma ceduo di castagno),e una burocrazia meno stringente".
La quantità preponderante di castagno, materia prima per la produzione di tannino, biomassa legnosa per riscaldamento e travatura per edilizia, proviene prevalentemente dal basso Cuneese e Savonese, ma con due standard normativi, completamente diversi.
"Porteremo queste istanze direttamente agli enti preposti, certi che, Consiglio e Giunta Regionale, molto presenti sul nostro territorio e attivi per risolvere le problematiche ad esso legate, saranno pronte ad aiutare migliaia di aziende legate al settore forestale, senza le quali, si andrebbe incontro ad un degrado e abbandono irreversibile del nostro patrimonio boschivo, con danni economici e sociali, legati anche ad un turismo che utilizza sempre più la viabilità rurale mantenuta dai sempre meno numerosi "boscaioli" - conclude Benzo.














