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FACEBOOK | 10 maggio 2026, 09:57

Schegge di luce: pensieri sui Vangeli festivi di don Luigi Maria Epicoco

Commento al Vangelo del 10 maggio 2026, VI Domenica di Pasqua

Don Luigi Maria Epicoco con la comunità di Madonna del Pilone

Don Luigi Maria Epicoco con la comunità di Madonna del Pilone

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». (Gv 14,15-21).

Oggi, 10 maggio 2026, la Chiesa giunge alla VI Domenica di Pasqua (Anno A, colore liturgico bianco).

A commentare il Vangelo della Santa Messa è don Luigi Maria Epicoco, sacerdote della diocesi de L’Aquila.

Amore, vita, valori, spiritualità sono racchiusi nella sua riflessione per “Schegge di luce, pensieri sui Vangeli festivi”, una rubrica che vuole essere una tenera carezza per tutte le anime in questa valle di esilio. Pensieri e parole per accendere le ragioni della speranza che è in noi.

Eccolo, il commento.

«Non vi lascerò orfani: verrò da voi». Quante volte ci sentiamo come i discepoli: lasciati soli. Il Maestro che per tre anni ha riempito la loro vita, ad un certo punto annuncia la sua partenza. Questa notizia li sconvolge e li angoscia. Ma la partenza, di cui parla Gesù, prelude qualcosa di decisivo: il dono dello Spirito Santo. Gesù non sarà più accanto a loro, ma dentro di loro. Lo Spirito Santo è la presenza dell’Amore di Dio dentro i credenti.

Se uno ha Dio dentro, allora ha tutto il necessario. Infatti quando si ha il cuore colmo di Amore si possono fare miracoli.

Ma bisogna stare attenti a non confondere il cuore con la pancia. Gesù non ci ha promesso forti emozioni, ma un Amore forte che agisce in noi senza nemmeno attirare la nostra attenzione. La buona notizia, quindi, non è sperare che Dio ci doni il Suo Amore, perché questo “è già stato effuso nei nostri cuori”.

Il nostro compito è togliere ogni impedimento che lo renda inefficace. Questa sì che è una bella domanda che il Vangelo ci pone oggi: che cosa soffoca l’Amore di Dio dentro di noi? Ognuno può dare un nome ai propri impedimenti e decidere di combatterli senza se e senza ma.

Silvia Gullino

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