Da 15.600 veicoli del maggio 2025 ai poco più di 9mila dello scorso 29 gennaio. La sottrazione esprime il volume di traffico dal quale in poche settimane l’autostrada Asti-Cuneo finalmente completata ha alleggerito la Strada Provinciale 7, arteria di collegamento tra Albese e Braidese, da sempre uno dei nodi viari più trafficati e critici dell'intera Granda.
A fornire la cifra, il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, il cui intervento tenuto ieri dal palco del campo base del grande cantiere Itinera di Roddi, durante la cerimonia inaugurale dell’autostrada A33, ha messo l’accento su quanto il territorio attende dal varo dell’opera salutata nientemeno che dal vicepremier Matteo Salvini.
Poco prima, dallo stesso palco, l’amministratore delegato di Asti Cuneo Spa Bernardo Magri si era chiesto quanto fosse costato il ritardo del completamento (325 milioni di euro secondo uno studio diffuso anni addietro da Confindustria Cuneo) ed era arrivato a quantificare in "tre volte e mezzo l’investimento, quindi oltre 1 miliardo di euro" il costo della perdita di opportunità provocata dalle titubanze di un iter realizzativo protrattosi oltre trent’anni.
Evitando di decidere qui a chi vada ascritta, la responsabilità di tali ritardi, se alla politica o ai comportamenti dello stesso concessionario, e sorvolando pure sul fatto che un accordo sottoscritto nel 2012 – poi stracciato – quantificava in 120 milioni il conto delle opere riconosciute al territorio in cambio della cessione della tangenziale albese al tracciato autostradale, la ricaduta che l’opera avrà in termini di investimenti sulla viabilità secondaria oggi si può quantificare in oltre 50 milioni di euro.
A farlo è stato lo stesso Robaldo, aggiornando sul tema delle cosiddette opere di adduzione: "L’Amministrazione provinciale – ha spiegato il presidente provinciale – ha raccolto l’adesione di tutti i Comuni che sono sulla tratta e che hanno sottoscritto un protocollo di intesa legato proprio a tali opere. Parliamo di 43 milioni di euro di investimenti sul territorio e il termine spiega bene l’importanza di questi interventi: addurre la viabilità secondaria all’autostrada. Si tratta in modo particolare dell’area braidese, che viene facilitata anche al raggiungimento dell’ospedale 'Michele Ferrero' di Verduno, e dell’area della Langa albese, soprattutto Verduno e Roddi, che vedono meglio regolato l’afflusso delle auto sulla Provinciale 7".
Nell’elenco, tra le altre, figurano l’interconnessione dell’autostrada con la Provinciale 661 a Cherasco (Fondovalle), l’adeguamento della Strada Provinciale 7, poi nuove piste ciclabili, la variante alla Sp7 al molino di Verduno, il collegamento tra la stessa Sp7 e la Provinciale 58, a Bra la variante di Pollenzo e interventi su via Nogaris, presso l’area artigianale di Pollenzo. Ancora, alcune predisposizioni di opere idrauliche.
L'INTERVENTO [VIDEO]
Nel complesso si parla di una decina di opere, approvate da un Ministero delle Infrastrutture che ha scremato con una certa decisione la sessantina che gli enti locali avevano suggerito in prima istanza. Importante sottolineare che tra queste non figura l’adeguamento della tangenziale di Alba, intervento del cui iter di approvazione si sono al momento perse le tracce, mentre ricordiamo dagli annunci degli scorsi anni che i cantieri necessari per realizzarlo dovranno impegnare l’attuale "quattro corsie" per una trentina di mesi.
"A questi 43 milioni – ha ancora aggiunto Luca Robaldo – si aggiungono 7 milioni di euro di investimento tutto provinciale sul ponte di Pollenzo, che merita un intervento di restauro e consolidamento per il quale abbiamo già aggiudicato i lavori e stiamo attendendo la conferma delle risorse da parte del Governo". "Se non ci fosse la Provincia – si interroga il presidente –, chi potrebbe operare col medesimo coordinamento su questo territorio?".














