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Attualità | 11 aprile 2026, 06:06

Ad Alba acqua pubblica al passaggio decisivo: firmato il preliminare, verso lo switch entro il 1° luglio

Dopo anni di stallo il ciclo idrico albese entra nella fase operativa: entro fine aprile il pagamento del valore residuo. Arbocco, presidente di Sisi – Società intercomunale servizi idrici: “Il quadro è ormai definito”

Gianni Arbocco, presidente di Sisi – Società intercomunale servizi idrici

Gianni Arbocco, presidente di Sisi – Società intercomunale servizi idrici

Il percorso verso la gestione pubblica del ciclo idrico nel territorio albese entra nella sua fase più avanzata.

Dopo oltre dieci anni segnati da rallentamenti, passaggi complessi e contenziosi, la transizione sembra oggi aver imboccato un tracciato chiaro, sostenuto da atti formali e da un clima progressivamente più disteso tra i soggetti coinvolti.

Il passaggio chiave è la firma del term sheet, il contratto preliminare che definisce l’intesa tra le parti e apre alla fase esecutiva del subentro.

Un atto tecnico, ma sostanziale, perché consente di superare quella lunga fase di incertezza che, ancora la scorsa estate, rendeva difficile delineare tempi e modalità credibili.

A fare il punto è Gianni Arbocco, presidente di Sisi – Società intercomunale servizi idrici. “È stato firmato il cosiddetto term sheet, con la condivisione delle procedure tra le parti”, spiega, indicando come il percorso sia ormai entrato in una fase definita e definitiva.

La prossima scadenza è ravvicinata e decisiva. “Se tutto procederà come previsto, entro fine aprile si dovrebbe arrivare al pagamento del valore residuo”, osserva Arbocco.

Un passaggio che, nei fatti, chiude la fase amministrativa del subentro e apre quella operativa. Ed è proprio su questo terreno che si giocherà la partita più delicata.

L’orizzonte indicato è quello dell’inizio dell’estate. “Entro il primo luglio, salvo imprevisti, si dovrebbe arrivare allo switch gestionale”. Una soglia che, se rispettata, segnerebbe l’avvio concreto della gestione pubblica del servizio. Nel frattempo, si è registrato un cambio di clima significativo.

Dopo le tensioni legate al contenzioso, i rapporti con l’ex gestore Egea si sono progressivamente distesi. “Negli ultimi mesi si sono molto normalizzati”, rileva Arbocco, sottolineando il ruolo svolto dal presidente di Cogesi, Emanuele Di Caro, nel lavoro di mediazione e ricomposizione di un quadro tutt’altro che semplice.

Anche all’interno del sistema delle consorziate emerge oggi una convergenza su chi farà cosa. Il modello operativo in costruzione prevede una distribuzione delle attività – dalla bollettazione agli sportelli, fino alla depurazione,  e alla gestione acquedottistica – in un assetto condiviso, che terrà conto delle peculiarità territoriali  e dei core business  delle singole consorziate: “Mi sembra che ci sia un clima buono, disteso,  e una sostanziale concordia”, aggiunge. Restano tuttavia alcuni passaggi tecnici da definire nel dettaglio.

Una riunione operativa è già fissata per il 21 aprile, momento in cui si entrerà nel merito della ripartizione delle funzioni e degli aspetti più puntuali del subentro.

Il quadro che emerge è quello di un percorso ormai strutturato, pur nella sua complessità. “È un processo impegnativo, perché le variabili sono molte”, osserva Arbocco, “ma la volontà comune è quella di arrivare a compimento, affrontando i problemi senza atteggiamenti ostativi da parte di nessuno degli attori di questo processo”.

d.v.

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