La consigliera regionale cuneese Giulia Marro (AVS), per la seconda volta in poche settimane, questa mattina è entrata nel carcere di Cuneo per sincerarsi di quanto le è stato segnalato recentemente: la carenza di acqua calda nel padiglione GESSO. Non sufficiente per tutti i detenuti.
La criticità era già stata segnalata da alcuni avvocati e dai volontari dell’associazione Aria Aperta. Durante il sopralluogo, il comandante ha confermato che il problema è reale: con le temperature rigide la domanda è troppo elevata, il boiler fatica a reggere i picchi e l’acqua calda non è sufficiente per tutti, soprattutto dopo le attività fisiche. Serve un intervento strutturale urgente.
Così sui suoi canali social la Marro: "Segnalare questa situazione è doveroso: il sistema carcerario non ha risorse in esubero, ma questo non può giustificare il mancato accesso ai beni primari.
Lo dice anche l’articolo 27 della Costituzione, che vieta trattamenti contrari al senso di umanità: l’accesso all’acqua calda, soprattutto in queste giornate di freddo intenso, è un diritto fondamentale.
In questa visita – la prima del 2026 – entrare di domenica è importante (e ringrazio il personale penitenziario per avermi accompagnata): non ci sono attività e l’area educativa è chiusa. Ho trovato detenuti calmi e collaborativi e un buon clima con la polizia penitenziaria, che però lavora in condizioni di forte sotto-organico, soprattutto per quanto riguarda i sottufficiali.
Resta una criticità che emerge ogni volta: la carenza di attività culturali, motivo per cui è importante che il 2026 possa essere davvero un anno di svolta".















