E’ enorme l’impressione che la notizia della morte di Paolo Foglino e del figlio Francesco ha suscitato nella capitale delle Langhe da questa mattina, da quando i termini della tragedia consumata in un’abitazione di frazione Castelrotto a Guarene hanno trovato definitiva conferma da parte delle autorità.
Padre e figlio avevano rispettivamente 57 e 17 anni. Classe 1967, il primo era il contitolare e gestore dell’Osteria dei Sognatori, locale all’angolo tra piazza San Giovanni e via Macrino, nel cuore del centro storico. Una trattoria conosciuta e amata dagli albesi quanto dai turisti, sempre affollatissima.
In giovane età, ben prima che il genere venisse meno per il mutare delle abitudini da parte dei consumatori, Foglino aveva condotto per anni il negozio di dischi "Magic Bus", in via Cavour, punto di riferimento per generazioni di giovanissimi di Langhe e Roero.

Paolo Foglino non si è risvegliato dal sonno dopo la notte trascorsa nella sua abitazione di frazione Castelrotto a Guarene, nella porzione di casa con l’intonaco rosso in un cortile lungo la Strada Provinciale 50, che da Mussotto porta verso il capoluogo del centro roerino.

Con lui c’era il figlio Francesco, classe 2008, appena 17enne, studente al Liceo Scientifico "Cocito" e giovane arbitro affiliato alla federazione cuneese dell’Aia, come ricordato nel messaggio di cordoglio diffuso oggi dalla delegazione cuneese della Lega Nazionale Dilettanti-Federazione italiana Giuoco Calcio
A rinvenirli privi di vita all’interno dell’abitazione i vigili del fuoco del distaccamento di Alba, allertati da un congiunto che non riusciva a mettersi in contatto con loro.
Le salme di padre e figlio sono state composte presso le camere mortuarie dell’ospedale di Verduno, in attesa che l’esame autoptico in corso di affidamento da parte del procuratore aggiunto presso la Procura di Asti, dottoressa Laura Deodato, confermi l’ipotesi di una morte arrivata per avvelenamento da monossido di carbonio: l’unica in campo dopo che gli accertamenti effettuati all’interno dei locali dagli stessi vigili del fuoco e dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Cuneo hanno già portato in questa direzione.

Un malfunzionamento della caldaia a servizio dell’alloggio sarebbe così la causa di una tragedia costata due vite e che rappresenta l’ennesima grave tegola abbattutasi su una famiglia molto nota in città soprattutto in ragione di un impegno a favore del prossimo perseguito negli anni in diverse realtà del volontariato e del terzo settore.
Come ricordato da più parti e anche da queste pagine, Paolo e Francesco erano figlio e nipote di Leopoldo "Franco" Foglino e della moglie Anna Maria Cane. Una coppia il cui impegno nel sociale pare inversamente proporzionale alle sventure già sopportate con la morte del figlio Francesco, cooperante in Bolivia con la sua associazione Ape Italia, stroncato da un malore nel giugno 2022, ad appena 51 anni, e con l’altro grave lutto vissuto dalla sorella Chiara con la prematura perdita del marito Massimiliano Manera appena un anno più tardi, nell’estate 2023 .
A Franco Foglino e alla sua famiglia giunge intanto la vicinanza della lista "Alba Città per Vivere". "Franco è stato un fondatore della nostra formazione politica – dice l’amico Fabio Tripaldi, consigliere comunale –, ne è stato un animatore e rimane una delle sue anime. Da questa mattina tutti i nostri consiglieri e le persone che condividono il nostro impegno mi hanno scritto chiedendomi di portare le loro condoglianze a lui, alla moglie Anna, a Chiara e a Simone. Loro sono una famiglia eccezionale, che si è sempre dedicata agli altri senza mai risparmiarsi. Non si meritavano quello che è successo, come nessuno se lo sarebbe meritato. Ora l’unica cosa che possiamo fare è essere noi a camminare al loro fianco, al fianco di Franco, di Anna, dell’intera loro famiglia e ovviamente di Flavia, mamma di Francesco. A loro ci stringiamo in questo momento di dolore".
A questo dolore collettivo si unisce anche quello della comunità scolastica del Liceo Scientifico “Leonardo Cocito”, che Francesco frequentava. In una dichiarazione affidata alle parole della dirigente, professoressa Anna Viarengo, la scuola ha voluto esprimere la propria vicinanza alla madre e alla famiglia Foglino per “la perdita così grave e improvvisa di Francesco e del padre Paolo”.
Un messaggio che nasce dal segno profondo lasciato dal ragazzo tra i banchi: “Francesco era uno studente del Cocito che ha lasciato un segno indelebile in molti di noi, iniziando dai compagni della 4D Scienze Applicate per passare agli amici delle altre classi, ai docenti, alla sottoscritta e al personale tutto. Ci stringiamo alla famiglia sapendo che per sempre Francesco resterà uno di noi ”.
Un altro, toccante, messaggio, affidato ai social, è quello dell'Associazione Arbitri Alba-Bra, che scrive: "A volte basta poco per lasciare un segno. Francesco lo faceva con il sorriso, con la voglia di esserci, con quella luce sincera di chi ama stare insieme agli altri"
Il giovane ragazzo di Guarene si era infatti da poco avvicinato all'arbitraggio: "Arbitro da neanche un anno, in poco tempo aveva già mostrato dedizione, passione, attenzione e una rara capacità di guardarsi dentro per migliorare - scrivono ancora gli amici -. A soli 17 anni ci ha lasciati troppo presto, ma il suo esempio continuerà a vivere nei nostri gesti, sui nostri campi, nella nostra Sezione. Ciao Checco, resterai parte di noi". 














