I numeri certificano una tendenza ormai consolidata. Al 31 dicembre 2024 la popolazione residente nel territorio dell’ASL CN2 – che comprende 75 Comuni tra Langhe e Roero – ammonta a 168.764 abitanti, pari a circa il 4% della popolazione piemontese. Un dato che, letto isolatamente, potrebbe apparire stabile, ma che assume tutt’altro significato se inserito nella dinamica degli ultimi anni. Circa il 61% della popola zione (102.431 abitanti) risulta residenti nel distretto di Alba, mentre sono 66.333 (39%) i residenti nel distretto di Bra.
Un calo lento ma continuo
Tra il 2013 e il 2024 la popolazione dell’ASL CN2 ha registrato una perdita complessiva di oltre 3.000 residenti, pari a circa l’1,8%. Non si tratta di un crollo improvviso, ma di una contrazione progressiva, costante, che anno dopo anno riduce la base demografica del territorio.
Alla radice di questo andamento vi è un elemento strutturale: il saldo naturale negativo. Nel 2024 il tasso di natalità si attesta a 6,2 nati ogni 1.000 abitanti, corrispondenti a circa 1.000 nuovi nati, mentre il tasso di mortalità raggiunge 11,3 decessi ogni 1.000 abitanti, pari a circa 2.000 morti. Le nascite, dunque, non riescono a compensare i decessi, determinando un saldo naturale ampiamente negativo.
Il ruolo della mobilità e della popolazione straniera
Il saldo migratorio continua a svolgere una funzione di parziale compensazione, ma non sufficiente a invertire la tendenza. Le iscrizioni anagrafiche superano le cancellazioni, tuttavia l’effetto positivo della mobilità non riesce a colmare il divario prodotto dalla denatalità.
In questo quadro, la popolazione straniera residente rimane sostanzialmente stabile, attestandosi attorno all’11,3% del totale. Un dato che conferma come il contributo migratorio sia ormai strutturale, ma non in grado, da solo, di riequilibrare la dinamica demografica complessiva.
Un territorio che invecchia
Uno degli elementi più significativi riguarda la struttura per età. Nel territorio dell’ASL CN2, il 12,2% della popolazione ha meno di 15 anni, mentre il 25,1% ha più di 65 anni. In altri termini, un residente su quattro è anziano, a fronte di una base giovanile sempre più ridotta.
L’età media conferma questa tendenza: 45 anni per gli uomini e 48 anni per le donne, valori che collocano il territorio in una fase avanzata di invecchiamento demografico. Un dato che ha ricadute dirette sull’organizzazione dei servizi sanitari, socio-assistenziali e sulla sostenibilità futura delle comunità locali.
Una fotografia utile alle politiche pubbliche
L’Analisi demografica 2024 non si limita a descrivere un fenomeno, ma offre una base conoscitiva essenziale per orientare le scelte di programmazione sanitaria e territoriale. Il progressivo invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite e la stabilizzazione dei flussi migratori delineano uno scenario che richiede risposte strutturali, soprattutto in termini di servizi alla persona, prevenzione, assistenza e politiche per le famiglie.



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