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Attualità | 09 gennaio 2026, 06:02

Lupi sulle Alpi: stimati oltre 1.100 esemplari, il Piemonte ne ospita 464

Pubblicato il report 2023-2024 sul monitoraggio del lupo nelle regioni alpine: popolazione in crescita, soprattutto nel settore centro-orientale

Esemplare Centro Uomini Lupi (F. Panuello)

Esemplare Centro Uomini Lupi (F. Panuello)

Sono 1.124 i lupi stimati nelle regioni alpine italiane, con un intervallo di credibilità al 95% compreso tra 980 e 1.316 individui. È questo il dato principale che emerge dal nuovo report “Stima della consistenza della popolazione di lupo nelle regioni alpine 2023/2024”, appena pubblicato online e realizzato secondo le Linee guida ISPRA per il monitoraggio della specie.

Il Piemonte si conferma una delle regioni con la maggiore presenza: la stima indica 464 esemplari, con un intervallo di credibilità compreso tra 407 e 542 individui.

L’indagine 2023-2024 rappresenta la prosecuzione del primo campionamento standardizzato a scala nazionale svolto nel biennio 2020-2021 e ha interessato esclusivamente le regioni alpine italiane: Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e le Province autonome di Trento e Bolzano. La continuità metodologica consente di confrontare i risultati nel tempo e di consolidare un sistema di monitoraggio scientifico a lungo termine.

Dal confronto con i dati 2020-2021 emerge che la popolazione di lupo sulle Alpi è in fase di espansione, anche se con differenze territoriali. Nel settore alpino centro-orientale il tasso di crescita annuale risulta più elevato, segnale di una popolazione ancora in forte aumento. Nel settore centro-occidentale, che comprende Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, la crescita appare invece più contenuta, coerente con una popolazione vicina alla stabilizzazione. Nel complesso, il tasso di crescita annuale è stimato in 1,06 (intervallo 1,00–1,12).

I risultati mostrano come il lupo continui ad ampliare il proprio areale: nelle regioni occidentali la specie si sta progressivamente spostando dalle aree montane, ormai ampiamente occupate, verso zone collinari, di pianura e contesti più urbanizzati. Nelle regioni centro-orientali, invece, l’espansione interessa soprattutto i territori alpini e prealpini.

Il monitoraggio è stato condotto con un approccio integrato, combinando rilevamenti sistematici e opportunistici, grazie alla collaborazione di operatori istituzionali e volontari del Network Lupo Regioni Alpine, attivo dal 2020. La rete ha raccolto e verificato dati di presenza, campioni biologici, immagini e video da fototrappole.

Il coordinamento scientifico è stato affidato al Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, in collaborazione con il Centro di referenza dei Grandi Carnivori del Piemonte, ISPRA e le amministrazioni regionali coinvolte. Solo in Piemonte sono stati percorsi 679 transetti, per un totale di oltre 25.600 chilometri complessivi a livello alpino.

Trattandosi di una popolazione transfrontaliera, condivisa con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, il monitoraggio del lupo viene realizzato in stretta collaborazione con i partner internazionali del Wolf Alpine Group e condiviso con il Large Carnivore Initiative for Europe (LCIE) dell’IUCN, a supporto delle politiche di conservazione e gestione della specie a livello europeo.

Redazione

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