Il coordinamento Cuneo per Gaza attraverso una nota stampa fa sapere che "Il vento della repressione interna e la fame di guerra impongono a chi non si rassegna allo status quo di mobilitarsi in modo radicale, continuativo e crescente.
Il 10 gennaio a Cuneo, a partire dalle 18, durante le manifestazioni per il passaggio della fiaccola olimpica (che si concluderà in piazza Galimberti) scenderemo spontaneamente in piazza, come cittadini che non tollerano la normalizzazione della repressione sociale, delle guerre di conquista, del genocidio palestinese.
Le Olimpiadi vengono ormai usate per legittimare, attraverso lo sportwashing, quegli Stati che praticano il massacro, la pulizia etnica e la fame come arma politica: a Israele mostreremo un cartellino rosso, perché non esiste alcuna neutralità possibile di fronte a un genocidio. Abbiamo assistito impotenti all'uccisione, negli ultimi due anni, di oltre 800 sportive palestinesi tra atleta e dirigente, e alla totale distruzione delle strutture sportive, oltraggio alla carta olimpica. La partecipazione di atlete israeliane alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, mentre continua l'opera genocida, è una vergogna per il mondo dello sport e i suoi valori.
Questa mobilitazione non è un punto di arrivo. È l’inizio di una fase di conflitto politico necessario. Continueremo - conclude la nota - a sollevarci perché il mondo che ci stanno imponendo è un mondo di guerra permanente e repressione. E perché scegliere di non schierarsi, oggi, significa stare dalla parte dei carnefici".
L’appello invita cittadine e cittadini a prendere posizione contro la normalizzazione della repressione sociale, delle guerre di conquista e del genocidio in corso in Palestina, e denuncia l’uso delle Olimpiadi come strumento di legittimazione politica attraverso lo sportwashing.
















