I dati preliminari sulla qualità dell’aria in Piemonte relativi al 2025, diffusi da Arpa Piemonte, confermano un quadro complessivamente positivo, con il rispetto su tutto il territorio regionale dei limiti annuali per il biossido di azoto e una significativa riduzione dei superamenti del PM10.
In particolare, la provincia di Cuneo presenta valori di qualità dell’aria migliori rispetto a molte altre aree del Nord Italia, con livelli medi di NO₂ intorno ai 19–20 µg/m³ e concentrazioni di PM10 e PM2,5 contenute, inferiori a quelle registrate in diverse aree urbane della Pianura Padana. L’avvio del 2026, invece, è stato da “bollino rosso”, in particolare condizionato dal traffico generatosi durante le festività.
In questo contesto, che implica prudenza e pragmatismo, Coldiretti Cuneo ribadisce la propria posizione sul Piano Qualità dell’Aria: le aziende zootecniche non possono essere considerate il nemico. Serve un Piano basato su dati reali, proporzionalità, gradualità e buon senso, evitando obblighi irrealistici e scadenze difficilmente sostenibili. È necessario prevedere tempi più lunghi per gli adeguamenti richiesti, adeguati sostegni agli investimenti e un Piano che riconosca il valore della zootecnia come presidio dei territori, leva per l’occupazione giovanile ed elemento centrale dell’economia reale.
Allo stesso modo – sottolinea Coldiretti Cuneo – è fondamentale una maggiore flessibilità nell’applicazione di alcune pratiche agricole, come l’abbruciamento dei residui vegetali, affinché, laddove le condizioni meteo-climatico-ambientali lo consentano, possano essere individuate specifiche finestre temporali. Un approccio pragmatico, e non ideologico, è indispensabile per coniugare tutela ambientale e sostenibilità delle imprese.
L’agricoltura inoltre incide in maniera marginale sulle emissioni complessive di PM10 e ossidi di azoto, ma svolge al tempo stesso un ruolo fondamentale sul fronte opposto, quello dell’assorbimento. Il settore primario è infatti il principale ambito capace di riassorbire CO₂ grazie alla gestione sostenibile dei suoli, alla presenza di colture estensive e arboree e all’ampliamento delle superfici forestali, cresciute in modo significativo negli ultimi decenni.
“Accogliamo con favore i dati che certificano un miglioramento della qualità dell’aria – afferma Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo – ma è necessario mantenere un approccio prudente e responsabile. I risultati raggiunti dimostrano che il percorso intrapreso è corretto, a condizione che il Piano Qualità dell’Aria continui a basarsi su evidenze scientifiche e sul reale contributo dei diversi settori, senza scaricare ulteriori oneri su un’agricoltura che ha già dimostrato senso di responsabilità e capacità di adattamento”.
“I numeri diffusi da Arpa Piemonte rafforzano la richiesta di politiche ambientali proporzionate, graduali e fondate sui dati – evidenzia Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo –. La sostenibilità ambientale deve procedere insieme a quella economica. Serve pragmatismo e una visione che riconosca il ruolo dell’agricoltura non solo in termini emissivi, ma anche per la sua capacità di assorbimento, di tutela del territorio e di contributo concreto alla transizione ambientale. In questa direzione vanno anche strumenti come una formula a semaforo che consenta dei periodi di autorizzazione a bruciare i residui vegetali”.














