La pallavolo francese e internazionale perde una delle sue figure più carismatiche: Silvano Prandi, 78 anni, non è più l’allenatore del Chaumont VB 52 Haute-Marne.
Dopo la pesante sconfitta casalinga per 0-3 contro il Saint-Nazaire, sabato 3 gennaio, il presidente del club, Bruno Soirfeck, e il “Professore” hanno deciso consensualmente di interrompere un rapporto iniziato nel 2015 e culminato con due scudetti e due Coppe di Francia.
Il Chaumont, attualmente penultimo nel campionato francese, ha optato per un cambio tecnico nella speranza di invertire una tendenza negativa. Una scelta dolorosa, soprattutto per un allenatore che, all’età di quasi 79 anni, aveva trasformato la piccola realtà dell’Alta Marna in una delle piazze più competitive della Ligue A.
Una carriera lunghissima e piena di successi
Nato a San Benedetto Belbo, in provincia di Cuneo, il 13 novembre 1947, Prandi è una delle figure più emblematiche della pallavolo italiana. Dopo una carriera da giocatore (fu palleggiatore dalle giovanili del Cuneo VBC al CUS Torino), iniziò ad allenare negli anni Settanta.
Prima di approdare in Francia, Prandi ha scritto pagine indimenticabili nei club italiani e con la nazionale. Nel CUS Torino, dove ha vinto quattro scudetti e soprattutto la Coppa dei Campioni del 1980, prima vittoria europea per una squadra italiana. Ma anche con la Nazionale Italiana: tra il 1982 e il 1986 fu il commissario tecnico degli azzurri e conquistò la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, primo storico podio olimpico per la nazionale maschile italiana.
Il capitolo Cuneo: gloria europea e nazionale
Un ruolo centrale nella carriera di Prandi lo ha avuto la sua Cuneo, di cui è stato tecnico in due periodi principali: dal 1993 al 1999 e poi dal 2005 al 2009. Con il club piemontese, Prandi ha costruito una delle stagioni più vincenti della storia recente del volley italiano vincendo tre Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, due Coppe delle Coppe, una Coppa CEV e due Supercoppe Europee.
Questi successi hanno consolidato l’immagine di Prandi non solo come un tecnico di primissimo piano, ma come un autentico ambasciatore della pallavolo cuneese nel mondo.
Nel 2023 è stato il primo allenatore italiano inserito nella International Volleyball Hall of Fame, un riconoscimento che celebra la sua influenza duratura sullo sport a livello globale.
L’eredità del “Professore”
Oltre ai trofei, Prandi ha dato un contributo enorme alla crescita di generazioni di atleti e allenatori. Il suo stile, basato su rigore tattico, preparazione mentale e innovazione, lo ha reso punto di riferimento in Italia e all’estero.
Con la fine della sua avventura a Chaumont si chiude un capitolo straordinario. Ma per molti appassionati, soprattutto nella sua Cuneo, il “Professore” resta un’icona eterna della pallavolo, capace di unire cuore, tecnica e risultati in quasi cinquant’anni di carriera indimenticabile.
Si chiude un'era, certo, ma conoscendo il "Prof", di certo non la sua voglia di reinventarsi. E, chissà, di ricominciare.














