Che siate stati buoni o no, stanotte la Befana passerà a riempire le vostre calze! Arriva piano, con il sacco pieno di dolci, carbone e soprattutto storie. Con tutti gli anni che ha, quella vecchina che cavalca una scopa malconcia quante ne potrebbe raccontare!
L’Epifania è una festa che chiude il tempo delle luci e dei brindisi e ne apre un altro, più silenzioso, fatto di pomeriggi lunghi, freddi gentili e libri da sfogliare insieme. Perché leggere è come fare un viaggio che continua anche quando l’albero è stato riposto e le decorazioni salutano l’inverno che continua.
Ad esempio “Neve”, nove filastrocche e storie di Gianni Rodari da leggere tutti insieme, in famiglia. Sono dedicate alla neve, all’inverno, al Capodanno. Alcune fanno sorridere, altre commuovono, altre ancora aiutano a dare un nome alle emozioni più difficili.
Sono storie fantastiche, molto celebri, altre meno, di uomini di ghiaccio, di numeri congelati, dell’Italia sottozero, e perfino di una viola che spunta tutta sola al Polo Nord, tra lo stupore generale. E che, con incredibile anticipo, ci parla del cambiamento climatico.
Tutte, però, hanno in comune la capacità di spalancare porte su mondi diversi, ma profondamente connessi al nostro. Raccontano l’attesa, la paura, il coraggio, la scoperta dell’altro e di sé.
La Befana, figura antica e un po’ magica, sembra fatta apposta per accompagnare questi racconti: non è perfetta, non è patinata, ma porta doni sinceri, scelti con cura. Così sono i libri: oggetti semplici solo in apparenza, capaci di custodire meraviglia, domande e possibilità. Metterne uno nella calza significa dire ai bambini che il tempo delle feste può continuare anche dopo l’Epifania, ogni volta che una storia inizia con “C’era una volta” e finisce lasciando il desiderio di ricominciare. Buona festa!














