/ Attualità

Attualità | 20 agosto 2025, 11:48

Quel legame speciale tra Pippo Baudo e Alba: un addio che tocca il cuore di tutti

Nel giorno dei suoi funerali l’ultima serata del presentatore nella capitale delle Langhe, avvenuta nel 2011, resta un testamento di forza, delicata umanità e amore per la televisione

Pippo Baudo con Giorgio Simonelli nel giugno 2011 (Foto Gisella Divino)

Pippo Baudo con Giorgio Simonelli nel giugno 2011 (Foto Gisella Divino)

Anche la Granda, e in particolare Alba, si unisce oggi (mercoledì 20 agosto) al cordoglio nazionale per la scomparsa di Pippo Baudo, salutando uno degli ultimi grandi maestri della televisione popolare italiana nel giorno dei suoi funerali.

L'ultima volta che il presentatore tornò tra le colline di Langa, fu il 3 giugno 2011, nell’Auditorium della Fondazione Ferrero, ospite della serata “Unità nazionale e tv popolare” dell’Alba International Film Festival. Quel ritorno, raccontato su Targatocn dalla nostra corrispondente dell'epoca Gisella Divino,  fu reso ancora più significativo perché arrivava a 17 anni dalla sua prima, indimenticabile visita ad Alba, nei giorni durissimi della disastrosa alluvione del novembre 1994.

Fu proprio allora che Pippo Baudo si fece interprete della solidarietà nazionale, guidando tre serate in diretta da una tenda da circo montata nella città martoriata. Con la sua presenza seppe portare speranza, calore e vicinanza a una comunità segnata dalla tragedia. “Ho visto la vostra generosità, il vostro senso del lavoro. Un miracolo di forza, di attaccamento alla dignità della persona”, ricordava Baudo rivolgendosi al pubblico albese, facendo riaffiorare la memoria di quei giorni difficili ma illuminati dalla straordinaria forza della gente delle Langhe.

Durante la serata all’Auditorium,  Baudo affermò: “La cultura è bella quando è popolare, quando la capiamo tutti. Se non è popolare, se non serve a tutti noi a crescere un poco, non serve a nulla.” 

Nella capitale delle Langhe, Baudo colse l’occasione per celebrare anche il talento del produttore albese Guido Sacerdote, “grande scopritore di talenti”, e per ripercorrere una carriera televisiva costellata di incontri con miti come Mina, Troisi, Benigni, le gemelle Kessler, Don Lurio. 

Tra aneddoti e ricordi, Baudo raccontava anche di come la tv Rai si reinventò “dal salotto al tinello”, di Sanremo aperto ai metalmeccanici in protesta, e dei grandi cambiamenti avvenuti con la televisione commerciale. 

Non mancò una critica lucida e appassionata alle derive televisive del presente: “Lo stiamo vedendo oggi con programmi come ‘Uomini e donne’: bisogna avere pudore, questi che s’insultano, si corteggiano… Poi il successo dura un giorno e tornare a casa è difficilissimo.”

Era un Baudo ancora entusiasta quello di quasi 15 anni fa: “Ho avuto la fortuna di incrociare tre generazioni di artisti e spero di poterne incontrare altri. Ancora ho voglia di fare.” Così concludeva quella serata, lasciando agli albesi – e oggi a tutta l’Italia – la sua lezione di umanità, delicatezza e passione.

Cesare Mandrile

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium