Riproponiamo qui uno degli articoli più letti della settimana appena conclusa, pubblicato martedì 22 luglio.
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Un furto mirato, eseguito con cura e con competenze da veri esperti del settore: è quanto accaduto nell’apiario dell’azienda di Mattia Mana, apicoltore di Marene con un lunga esperienza nel settore che si è visto sottrarre ben 24 arnie nella notte tra domenica 13 e lunedì 14 luglio nella zona di Melle, in Valle Varaita.
"24 arnie su 56 sono state rubate - afferma Mana - e oltre al furto, altre sei arnie sono state chiuse ermeticamente così le api all’interno sono morte soffocate dal caldo.
Le arnie vengono spostate sempre di notte, quando le api sono rientrate all’interno dell’alveare – spiega Mana –. Per farlo correttamente si utilizza una porticina apposita che permette di chiuderle, lasciando però passare l’aria: questo impedisce alle api di uscire durante il trasporto, ma garantisce loro una corretta ventilazione. È fondamentale che il trasferimento duri solo poche ore, anche in base alle condizioni climatiche. Le api all’interno, visto le tante ore di chiusura e il caldo, sono morte soffocate: oltre al danno - dice l'apicultore - è stato un gesto estremamente crudele" .
Il furto è stato scoperto mercoledì 16 luglio, quando Mana si è recato sul posto per il controllo di rito.
Il danno stimato si aggira intorno ai 10 mila euro, tra mancata produzione di miele e perdita delle famiglie di api.
"Non è stato un furto improvvisato - deduce Mana - chi è venuto sapeva bene cosa fare. Ha scelto le arnie migliori, quelle con le api più forti, con circa 50 mila esemplari ciascuna. Le ha probabilmente caricate su un auto dotata di carrello o su un furgone".
Un testimone che passava nella zona dell'apiario avrebbe notato una persona con tuta, maschera, guanti e affumicatore aggirarsi tra le arnie verso le 7 della domenica mattina, probabilmente per effettuare un sopralluogo prima del furto avvenuto poi nella notte.
"Da quanto mi è stato descritto aveva tutta l’attrezzatura necessaria - osserva Mana - è chiaro che si trattava di qualcuno del mestiere. Ha sicuramente controllato al mattino se ci fossero sistemi di antifurto nascosti, come Gps, e poi nella notte una o più persone hanno rubato le 24 arnie con l'intenzione di prenderne 30, ma probabilmente hanno dovuto fuggire perché sono stati disturbati.
È tutto molto anomalo - aggiunge Mana - in 26 anni che faccio questo lavoro, non era mai successo nulla di simile. Il mio apiario non ha mai avuto bisogno di telecamere o Gps".
L'uomo ha sempre lavorato con professionalità e passione nel rispetto delle api e della natura circostante: "Seguendo le fioriture - dice - porto gli alveari in valle Varaita, valle Po, valle Stura e val Corsaglia per produrre mieli diversi. Mai avrei pensato di dovermi attrezzare contro i ladri".
L'apicoltore ha sporto denuncia ai Carabinieri di Venasca e fa un appello: "Se qualcuno, quella notte, (tra domenica 13 e lunedì 14 luglio) ha notato movimenti insoliti o mezzi sospetti nella zona, può rivolgersi direttamente ai Carabinieri della stazione di Venasca".
In questi giorni sono in corso verifiche sulle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nei paesi della valle: potrebbero aver ripreso il veicolo usato per il furto.

[Alcuni alveari di Mattia Mana a Melle prima di essere stati rubati]














